Il tifo organizzato del Napoli prende posizione contro il presidente Aurelio De Laurentiis con un manifesto dai toni duri, nel quale vengono respinte alcune delle ricostruzioni circolate negli ultimi giorni e contestate le recenti iniziative della società. Nel comunicato, gli ultras sottolineano di non aver avuto alcun contatto ufficiale con il Napoli in occasione dei festeggiamenti per il centenario, accusando invece il presidente di aver cercato in più occasioni di far desistere ospiti e calciatori dalla partecipazione alla festa del 31 luglio. Viene inoltre ricordato il mancato coinvolgimento del presidente nelle iniziative legate al ritiro di Castel di Sangro. Il punto centrale della protesta riguarda però la questione degli striscioni allo stadio Maradona. Secondo quanto riportato nel manifesto, De Laurentiis avrebbe tentato di inserire nel regolamento d’uso una clausola finalizzata alla loro eliminazione. Per il tifo organizzato, si tratterebbe di una scelta con un duplice obiettivo: da un lato ridurre lo spazio riservato alla tradizione e all’identità della tifoseria, dall’altro favorire una maggiore presenza pubblicitaria all’interno dello stadio. Gli ultras rivendicano quindi il proprio ruolo nella storia recente del Napoli, ricordando di aver sostenuto la squadra anche prima dell’arrivo di De Laurentiis. Il messaggio conclusivo è netto: il presidente è il proprietario della società, ma il Napoli appartiene alla sua gente. Una presa di posizione che conferma la distanza tra il tifo organizzato e la proprietà azzurra.









