Napoli, rischio sgombero per il rifugio A.D.L.A. ODV: trenta cani senza casa

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Trenta cani ospitati nel rifugio dell’Associazione Difesa Libertà Animali (A.D.L.A. ODV) rischiano di restare senza casa dopo l’intimazione di sgombero notificata dal Comune di Napoli. La struttura, attiva da venticinque anni nel quartiere di Ponticelli, rappresenta da tempo un punto di riferimento per la tutela degli animali abbandonati. L’associazione, presieduta da Carmela Vitale, ha diffuso un comunicato stampa in cui denuncia la gravità del provvedimento e chiede la sospensione immediata dello sgombero e l’apertura di un tavolo tecnico con l’amministrazione comunale. “Quelle che il provvedimento definisce ‘cose’ sono esseri viventi – ha dichiarato Vitale –. Non possiamo svuotare un rifugio e lasciare trenta cani senza una soluzione”.

Le richieste delle associazioni

A.D.L.A. ODV ha formalizzato cinque punti di confronto:

  • Sospensione del procedimento di sgombero
  • Apertura immediata di un tavolo tecnico con il Comune di Napoli
  • Individuazione di una soluzione sicura per i 30 cani
  • Chiarimento sul destino degli animali prima di qualsiasi intervento
  • Confronto con tutte le associazioni coinvolte

Secondo quanto riferito dall’associazione, non sarebbe mai arrivata una risposta ufficiale né sarebbe stata avviata una concreta interlocuzione per individuare un’alternativa. “Prima di sgomberare, bisogna dire dove andranno questi animali”, ribadisce Vitale.

Solidarietà e rete di supporto

Alla protesta si sono unite altre realtà animaliste, tra cui l’Associazione per la Difesa degli Animali e Valorizzazione del Mastino Napoletano, guidata da Adelaide Buonocore, e Anime Libere ETS, presieduta da Giovanni De Stefano. “Il rifugio di Agnano – spiega Buonocore – sta affrontando lo stesso destino burocratico. Stiamo parlando di oltre settanta esseri senzienti che rischiano di essere cancellati da un provvedimento amministrativo”. Le associazioni chiedono che il Comune apra un dialogo costruttivo e trasparente, evitando di trattare gli animali come oggetti da rimuovere. “Non si può chiudere una struttura che da vent’anni accoglie cani abbandonati senza spiegare quale sarà il loro destino”, aggiunge Vitale.

Appello alla città

La vicenda ha suscitato attenzione sui social, dove numerosi cittadini e attivisti hanno espresso solidarietà alle associazioni coinvolte. A.D.L.A. ODV annuncia nuove iniziative pubbliche e pacifiche per portare la questione all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni. “Non resteremo in silenzio – conclude Vitale –. Difenderemo questi cani e il lavoro svolto in venticinque anni di attività. Chiediamo al Comune di fermarsi, ascoltarci e sedersi finalmente a un tavolo con noi”.

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