Un disagio profondo che si manifesta attraverso violenza, isolamento, relazioni tossiche e ricerca di appartenenza. È il quadro emerso da un’indagine condotta tra studenti di scuole medie e superiori delle province di Napoli e Caserta, che accende i riflettori su fenomeni sempre più diffusi tra gli adolescenti: baby gang, bullismo, cyberbullismo e sexting.
I dati raccontano una realtà preoccupante. Molti ragazzi dichiarano di sentirsi soli, insicuri e privi di punti di riferimento. In questo contesto, il gruppo diventa spesso una risposta al bisogno di essere accettati. Tra gli studenti delle scuole medie, una quota significativa afferma che fare parte di una baby gang rappresenterebbe un modo per sentirsi riconosciuti e valorizzati dai coetanei. Preoccupano anche i numeri legati al sexting. La circolazione di foto e video intimi attraverso chat e social coinvolge una larga parte degli adolescenti, spesso vittime di pressioni, ricatti emotivi o relazioni caratterizzate da controllo e dipendenza affettiva. Gli esperti segnalano come molti giovani chiedano maggiore supporto psicologico per affrontare queste situazioni.
Accanto ai rischi del web cresce il fenomeno della violenza tra pari. Episodi di bullismo e aggressioni di gruppo continuano a destare allarme, alimentando un clima di paura e insicurezza tra i ragazzi. Dietro questi comportamenti emergono spesso fragilità emotive, difficoltà familiari e una crescente incapacità di gestire conflitti e relazioni. Gli esperti sottolineano la necessità di rafforzare il ruolo della scuola, delle famiglie e dei servizi di ascolto. L’obiettivo è intercettare il disagio prima che si trasformi in devianza, offrendo ai giovani strumenti per costruire relazioni sane e una maggiore consapevolezza dei rischi legati alla vita online e offline.









