Dai resoconti di stampa e web, emergono altri particolari sulla clamorosa rapina alla banca in piazza Medaglie d’Oro a Napoli. Il quotidiano “Il Mattino” rivela che il commando di rapinatori (potrebbero essere stati dieci in totale) hanno fatto esplodere delle microcariche sugli estintori nel caveau. Questo al fine di cancellare le tracce biologiche degli autori del clamoroso furto. Circa 40 le cassette di sicurezza razziate. Il portale ‘Fanpage’, invece, ricostruisce l’esatta dinamica dei fatti accaduti giovedì 16 aprile. Otto le fasi della rapina, condotta da esperti dei colpi in banca e professionisti di buci scavati nel sottosuolo per raggiungere il caveau dell’istituto di credito. La rapina, secondo Fanpage, sarebbe iniziata intorno alle ore 12,00. Alle ore 13,36, come confermato dalle forze dell’ordine, tutti gli ostaggi sono stati liberati. Alle 16,30 circa l’intervento risolutivo del GIS (Gruppo intervento speciale) giunto da Livorno. Quando, però, i corpi speciali ha fatto irruzione in tutti gli ambienti della banca non hanno trovato nessuno: erano rimaste solo le tracce evidenti dell’incredibile colpo portato a segno. Colpo la cui entità per ora non è nota e probabilmente non lo sarà mai: l’esatto contenuto delle cassette depredate è noto solo ai titolari delle stesse. Stando poi a quanto riferisce il quotidiano ‘La Repubblica’ i tombini intorno alla banca assaltata, la filiale della Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, sarebbero stati sigillati dai ladri. Gli esperti del sottosuolo e dei sottoservizi stanno continuando ad effettuare analisi e perizie. Si parla di un “lavoro” portato avanti per mesi, per creare un cunicolo di almeno 12 metri (se si considera il tratto finale) che conduce al cuore della banca. Oltre questo “buco” gli autori del colpo potrebbero aver sfruttato una fitta reti di cunicoli fognari (anche due km di estensione) per raggiungere la loro base logistica.









