Dopo le lunghe ed estenuanti trattative per la formazione della giunta regionale, adesso la maggioranza di centrosinistra è alle prese con la definizione delle Commissioni permanenti del consiglio. Otto in totale quelle da attribuire, come otto sono sulla carta le forze politiche della maggioranza. Ma l’assegnazione non è così semplice. PD e M5S, azionisti di riferimento del campo largo, rivendicano più spazio, avendo anche i gruppi consiliari più robusti: 10 consiglieri per i Dem, 5 per i pentastellati. Il Pd punta a tre Presidenze, il M5S a due. Questa richiesta ha mandato in tilt gli alleati, perché attuando questo schema non resterebbe adeguato spazio per tutti. Nelle prossimi ore riprenderanno le trattative, bisognerà sondare nuove ipotesi, altrimenti il centrosinistra rischia una lacerazione importante. Già la prima sedute dell’assemblea, che ha eletto l’Ufficio di Presidenza, ha fatto emergere chiare crepe nella maggioranza. Adesso con l’assegnazione dei Presidenti delle commissioni Fico e gli alleati non possono sbagliare. Anche perché le Commissioni permanenti sono il motore dell’attività legislativa. In queste ore stanno emergendo varie ipotesi per scongiurare uno strappo nella maggioranza. Una delle ipotesi più caldeggiata in queste ore, porta ad uno schema di due presidenze di commissione al Pd. Poi una rispettivamente al M5s, ad ‘A testa alta’, a ‘Casa riformista’, alla lista ‘Fico Presidente’, ad Alleanza Verdi e Sinistra. In questo scenario resterebbe l’ultima casella delle Presidenze da destinare a “Noi di Centro” di Clemente Mastella o al Partito Socialista.









