Se lo chiedono in tanti, in queste ore, soprattutto gli osservatori più attenti. Il famoso voto disgiunto avrà un peso in queste elezioni regionali in Campania ? Tecnicamente la legge elettorale consente di votare per un candidato Presidente (i competitor sono: Roberto Fico, Nicola Campania, Carlo Arnese, Stefano Bandecchi, Edmondo Cirielli e Giuliano Granato) ed esprimere il voto per una lista fuori dalle rispettive coalizioni degli aspiranti governatori. E’ accaduto spesso, in passato, che per un’elezione diretta, di un sindaco o di un governatore, gli elettori scegliessero di “sdoppiare” il proprio voto: dunque sostenere un certo candidato presidente o un certo sindaco e contestualmente votare una lista non presente nella coalizione dello stesso. Solitamente questo fenomeno è limitato e difficilmente genera scompensi tali da determinare clamorosi capovolgimenti di fronte per la vittoria finale. In ogni caso, in queste settimane di campagna elettorale, il centrodestra ed il suo leader elettorale Cirielli stanno insistendo molto sulla personalizzazione dello scontro politico. Sono convinti che la candidatura di Roberto Fico sia più “debole” della coalizione di liste che lo sostiene. Dunque potrebbe accadere che l’elettore scelga una lista che sostiene Fico ma al tempo stesso voti Cirielli come presidente. Quantificare questo fenomeno è impossibile. Solo lo scrutinio delle schede votate potrà far capire se uno dei candidati governatore finirà per avere meno consenso delle liste che lo sostengono. E’ importante considerare che ai fini della vittoria la “conta” elettorale più importante è quella che riguarda i voti validi espressi per i candidati Presidente. Si vota a turno unico, dunque anche una sola scheda in più per uno dei sei aspiranti governatori determina la vittoria finale, con annesso premio di maggioranza (indispensabile per governare). Al candidato Presidente vincente vanno 30 seggi sui 50 totali del Consiglio Regionale.






