Roberto Fico ha stravinto le elezioni regionali: la sua coalizione lo ha spinto al 61% dei consensi. Ora ha davanti a sé cinque anni per governare la Campania. E può farlo in piena autonomia. Nessuna delle otto liste che lo hanno sostenuto può rivendicare un ruolo di indispensabilità per la vittoria finale. L’ampia maggioranza anche di seggi in Consiglio, 32 più lo stesso di Fico (quindi 33 totali) per il campo largo, offrono ampio spazio di manovra e indipendenza. Ovviamente consensi e malumori, durante il cammino istituzionale che inizierà tra poche settimane, saranno scanditi dalle scelte della nuova amministrazione. Il primo passo, naturalmente, sarà la formazione della giunta con la scelta degli assessori. La composizione dell’esecutivo, insieme agli incarichi nelle commissioni consiliari in seno all”assemblea legislativa, inizieranno a dire molto degli equilibri interni al centrosinistra in Campania. Poi toccherà mettere mano al bilancio di previsione 2026. Sarà il primo banco di prova, su atti e documenti ufficiali, dove si capirà quale manovra economica varerà l’amministrazione Fico. Dietro le quinti della nuova giunta tre le figure cardine dell’azione politica: Gaetano Manfredi, Vincenzo de Luca e Clemente Mastella sono i tre uomini forti del campo largo nella seconda regione italiana. Dall’accordo e dalla sintonia tra Fico e loro tre si decideranno i destini dei campani e in fondo anche della prossima competizione politica nazionale (per il nuovo Parlamento si voterà nel 2027).






