Regione Campania, c’è grande attesa per la giunta. Fico in cerca di autonomia

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Dopo la sua proclamazione a Presidente della Regione, avvenuta a Napoli, il neogovernatore della Campania Roberto Fico ha ripreso le attività e gli incontri per definire la giunta. Per lui è un banco di prova non di poco conto. I partiti spingono, così come i potentati locali di voti non vogliono stare a guardare. Da parte sua, il Presidente cerca spazi di autonomia. A tale scopo ha mandato due messaggi chiarissimi agli alleati. Uno sulle deleghe da assegnare agli assessori, l’altro sui nomi da scegliere per l’esecutivo.

Fico terrà per sé la delega più importante: la sanità. Dunque, già in questo è evidente come il governatore voglia evitare la nascita di incrostazioni di potere, assegnando la delega (politicamente ed economicamente) più “pesante” a questo o quel partito. L’altro segnale è arrivato sui nomi: nessuno degli eletti e, men che meno, i candidati alle regionali entreranno in giunta. Fico vuole evitare personalismi e familismo.

Tutto questo, a conti fatti, genera mugugni e malumori nei corridoi della politica e tra le file dei partiti del centrosinistra. Non va poi sottovalutato un altro aspetto: Fico ha chiesto di proporre profili femminili agli alleati. L’obiettivo è provare a riequilibrare le quote di genere, visto che tra i 50 eletti in Consiglio regionale le donne sono solo otto. Il neogovernatore punta a nominare in giunta almeno la metà di donne (dunque 5 su dieci componenti dell’esecutivo). Inoltre, le otto liste che gli hanno permesso di vincere le elezioni (Pd, M5S, AVS, Casa riformista, Psi, A testa alta, Noi Sud/Noi di centro, Fico Presidente) devono proporre figure di alto profilo per la giunta, che il governatore ha chiarito sarà politica.

Gli alleati e gli assessori

Vediamo nel dettaglio i vari scogli da superare: in primis, la vicepresidenza. Spetta al PD ma a quanto pare, Fico, nel segno della discontinuità dal passato, vuole evitare che sia Mario Casillo il suo vice. Il governatore avrebbe dato “disco verde” alla delega ai trasporti per l’ex capogruppo Dem, ma vuole che il partito alleato indichi un’altra figura come vicegovernatore. E qua si apre un altro fronte, tutto interno ai democrat. Perché se da un lato il PD è unito nell’accettare Casillo tra i suoi uomini in giunta, la corrente della Schlein rivendica un suo uomo o donna per il secondo assessore da designare. Sul territorio la componente della segretaria nazionale spinge per Vincenzo Cuomo (attuale sindaco di Portici), il cui nome è stato indicato anche da Marco Sarracino (attuale deputato). Ma per bilanciare le quote di genere ci sarebbe l’opzione Teresa Armato, attuale assessore al Comune di Napoli. C’è da considerare che il Pd in Campania vive di equilibri complessi e difficili: la scelta di Piero De Luca come segretario regionale ha messo insieme le varie anime solo per l’obiettivo elettorale da raggiungere (vincere le regionali). Chiuse le urne le varie correnti del Pd potrebbero tornare ad un braccio di ferro interno. Una guerra di nervi che Fico in primis non deve sottovalutare, se intende procedere su un terreno sereno nei cinque anni di governo.

Partita aperta e complicata è anche quella tra Fico e gli alleati deluchiani. Sono ormai esaurite per Lucia Fortini le chance di venire confermata in giunta dopo dieci anni di Assessorato alla scuola. Fico non vuole continuità nell’esecutivo, soprattutto per i fedelissimi dell’ex governatore. E, come detto, ha posto il paletto sugli eletti in Consiglio, che devono lavorare in seno all’assemblea e non certo nell’esecutivo. In questo contesto anche una figura di rilievo come Fulvio Bonavitacola potrebbe rimanere fuori dagli assessorati: per dieci anni è stato vicegovernatore di De Luca. L’unico nome ‘deluchiano’ ben accetto da Fico sarebbe quello di Ettore Cinque, esperto contabile e da anni assessore al bilancio. E’ considerato vicino a De Luca, anche se non è certo uno dei suoi ‘pretoriani’ quanto piuttosto un tecnico. Proprio Cinque, infatti, dal 2010 al 2015,con la giunta di centrodestra guidata da Stefano Caldoro, è stato prima consulente al piano di rientro dal deficit sanitario e poi sub-commissario ad acta alla sanità.

Nel M5S, partito non solo alleato ma di appartenenza dello stesso Fico, potrebbero arrivare due profili in giunta: Gilda Sportiello, parlamentare, e Gerardo Capozza, in passato consigliere di Conte quando è stato Premier.  Una donna in giunta probabilmente arriverà anche dagli alleati di AVS. Il nome forte è quello di Fiorella Zabatta, già co-portavoce nazionale di Europa Verde.

Per il Psi/Avanti Campania c’è il segretario nazionale Vincenzo Maraio. Fico non sarebbe entusiasta, lo considera un “deluchiano doc” (per anni è stato assessore al Comune di Salerno e dal 2015 al 2020 consigliere regionale). In tal senso, sarebbe in atto una mediazione del Sindaco Gaetano Manfredi per mettere d’accordo il neogovernatore con gli alleati socialisti.

Per Casa Riformista, lista renziana che a Napoli ha come riferimento l’ex consigliere comunale di centrodestra Stanislao Lanzotti, il nome per la giunta è Angelica Saggese. Dal 2013 al 2018 è stata parlamentare del PD, poi si è avvicinata a Matteo Renzi: con Ciro Buonajuto, ex sindaco di Ercolano appena eletto in Consiglio regionale, la Saggese condivide la segreteria regionale di Italia Viva in Campania.

Per gli alleati Noi Sud/Noi di Centro l’assessore da inserire in giunta è un rompicapo. Mastella ha incassato il “no” alla nomina del figlio Pellegrino (è stato eletto in Consiglio regionale) e per questo è entrato in polemica con Fico. Al tempo stesso il Sindaco di Benevento deve fare i conti con il fronte interno: i suoi alleati della lista alle regionali, gli ex parlamentari Antonio Milo e Ciro Falanga, rivendicano uno spazio nella definizione dell’esecutivo regionale. Anche qui la soluzione potrebbe essere di proporre una donna vicina alle due anime della componente ‘democristiana’ del campo largo in Campania.

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