Clemente Mastella affida alle colonne del quotidiano La Repubblica le sue analisi sull’abbrivio dell’amministrazione Fico.
In un’intervista senza fronzoli il leader sannita tuona: «Si è partiti malissimo». E ricorda che Fico è arrivato in aula senza una giunta definita. «Siamo – spiega – davanti a un ritardo clamoroso. È una cosa che stona, che lacera il rapporto con la gente». Da qui l’interrogativo sul consenso. «Così vogliono recuperare i voti? Come sperano di riportare la gente ai seggi?».
Sulle rassicurazioni del presidente della Regione dedicate alle aree interne, tema centrale per Noi di Centro, Mastella resta scettico. «Le aree interne possono essere come la Trinità. Io ci credo, per alcuni sono parole evanescenti». E aggiunge: «La realtà è che c’è un derby tra Napoli e Salerno a prendersi tutto».
Il sindaco di Benevento torna sul mancato ingresso del figlio in giunta e sull’elezione del fratello del sindaco di Napoli alla guida del Consiglio regionale. «Non condivido la decisione di non portare in giunta gli eletti e i candidati, ma l’ho accettata anche se è stata comunicata post voto». Quanto al tema dei legami familiari: «Che è un problema mediatico. Quando ci sono altri figli, mogli e parenti vari non c’è problema: solo mio figlio diventa mediaticamente rilevante».
Il sindaco di Benevento torna sul mancato ingresso del figlio in giunta e sull’elezione del fratello del sindaco di Napoli alla guida del Consiglio regionale. «Non condivido la decisione di non portare in giunta gli eletti e i candidati, ma l’ho accettata anche se è stata comunicata post voto». Quanto al tema dei legami familiari: «Che è un problema mediatico. Quando ci sono altri figli, mogli e parenti vari non c’è problema: solo mio figlio diventa mediaticamente rilevante».
Oltre al malumore di Mastella, che fa il paio con le critiche avanzate ieri dalla compagine di Avs, restano poi aperti gli altri nodi per la formazione dell’esecutivo regionale.
Un passaggio appare certo: la nomina di Fulvio Bonavitacola, fedelissimo di Vincenzo De Luca e per dieci anni vicepresidente della Regione, con una delega alle attività produttive. Bonavitacola, iscritto al Pd, entrerebbe però in quota «A Testa alta», scompaginando tutti i piani. Un nome inviso a larga parte dei Dem e del centrosinistra.









