Cardito, comunali: Pd nel caos e senza alleati ?

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A Cardito c’è molto caos sotto il cielo della politica cittadina. Italia viva e Azione hanno diffuso due comunicati diversi, smentendo la loro adesione al campo largo annunciato con un manifesto in paese dal sindaco Giuseppe Cirillo. Non è una bella figura e dimostra quanto l’amministrazione uscente rischi di restare col cerino in mano dopo che i rappresentanti del gruppo “Siamo Cardito” (consiglieri Aprovidolo e Mirone) un anno fa decise di lasciare l’alleanza. Dunque “Siamo Cardito” ha fatto da apripista, poi è toccato ad Italia viva ed Azione e non si può escludere che anche un’altra forza politica possa ritirare sostegno, lasciando il Partito democratico e Cirillo da soli soli. A quel punto toccherà al sindaco uscente caricarsi, in isolamento, l’onere di individuare un candidato sindaco che possa mettere insieme almeno i consiglieri superstiti, poi fare le liste e quindi trovare i voti alle elezioni per sé: Cirillo è obbligato a candidarsi al consiglio comunale, per mantenere lo scranno in Città metropolitano dove attualmente detiene la carica di vice-sindaco metropolitano, al fianco di Gaetano Manfredi. Anche questo è un fattore che mette in fibrillazione i consiglieri della mini coalizione del Pd, perché Cirillo dall’alto del suo ruolo, vorrà dimostrare (da candidato al consiglio comunale) di avere un consenso rilevante sulla sua leadership. Cirillo, raccontano i bene informati della politica locale, punta a superare i mille e duecento voti di preferenza. Una soglia molto alta, una sfida significativa per il politico comunale. Tutti i consensi personali, che riuscirà a raccogliere Cirillo, finiranno per prosciugare lo spazio agli altri candidati della stessa lista e coalizione.

Dunque, in vista delle comunali, bisognerà capire: chi sarà disposto a candidarsi a sostegno di un candidato sindaco in alternativa all’alleanza dal primo cittadino uscente. Inoltre, nella coalizione andrà capito chi vorrà candidarsi al Consiglio comunale sapendo di trovare Cirillo come candidato e competitor radicato sul territorio e in grado di tenere una campagna elettorale “porta a porta”.

Si tratta di una sfida a risiko, che non promette nulla di buono: quanto accaduto con la prima uscita pubblica, dove la coalizione di Cirillo è stata smentita dai partiti presenti sul documento ufficiale, ben rappresenta il clima di tensione e la confusione che regna nel Pd e attorno ai Dem e al sindaco.
Da parte sua, il segretario democratico Eugenio Lago, da indiscrezioni che si rincorrono in città, avrebbe il compito di contattare e invitare ad un incontro il gruppo che fa riferimento al consigliere regionale Peppe Barra. Tutto ciò al fine di verificare la possibilità di un dialogo finalizzata ad un’alleanza forte e radicata in città. Questa notizia sta creando fibrillazioni ai tavoli della politica: l’ipotesi non è stata, per ora,  presa in considerazione dal gruppo di Barra che avrebbe deciso da che parte stare. E da quella parte dovrà anche esprimere la leadership. L’incontro, dunque, tra il Pd e i barriani potrebbe restare un’aspettativa disattesa dei Dem, senza che possa arrivare a conseguenze concrete.

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