Castellammare di Stabia, Vicinanza: se le mie dimissioni fossero un colpo ai clan non esiterei

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Se le mie dimissioni fossero un colpo ai clan non esiterei un attimo. Ma l’instabilità amministrativa non è un regalo all’illegalità? Detto questo, le iniziative della Dda vanno sostenute e devono essere l’occasione per una ampia mobilitazione non solo giudiziaria contro la camorra stabiese, sul modello della rivolta popolare degli anni ’90 nel Casertano contro il clan dei Casalesi“. Questo uno dei passaggi più importanti dell’intervista che il Sindaco Luigi Vicinanza ha effettuato con il ‘Il Fatto Quotidiano’. Alle domande del cronista Vincenzo Iurillo, il primo cittadino ha risposto senza esitazione, confermando la sua posizione politica: non intende mollare di un millimetro, non si dimette. La sua amministrazione, eletta a giugno 2024, è nell’occhio del ciclone da settimane, da quando la Direzione Distrettuale Antimafia ha fatto luce su condizionamenti e infiltrazioni della mala sul territorio stabiese. Il sospetto è che gli interessi della mala possano toccare anche il Comune, che peraltro è stato sciolto appena 4 anni fa, nel 2022.

La crisi politica che investe Castellammare di Stabia negli ultimi giorni ha registrato le dimissioni dell’europarlamentare dem Sandro Ruotolo: ha lasciato il consiglio comunale ed ha invitato il Pd ad uscire dalla maggioranza. Inoltre, Ruotolo ha chiesto a Vicinanza di dimettersi da primo cittadino “perché l’amministrazione non è stata argine alla camorra e le elezioni sono state inquinate”. Ruotolo si riferisce in particolare al possibile coinvolgimento di due consiglieri comunali di liste civiche, Nino Di Maio e Gennaro Oscurato, entrambi non indagati: proprio l’inchiesta della Dda sugli interessi della cosca negli appalti cittadini.

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