Comunali a San Giorgio a Cremano, in settimana riunione decisiva del centrosinistra

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Per il centrosinistra inizia una settimana decisiva a San Giorgio a Cremano. Il documento siglato da nove soggetti politici, tra movimenti civici e partiti, non è che parte del puzzle che riguarda il fronte progressista.
Dopo le elezioni regionali il Pd, che ha conquistato il 47% dei voti a San Giorgio a Cremano, è il centro nevralgico della politica. Ed all’interno dello stesso Pd l’ex Sindaco Giorgio Zinno, consigliere regionale e recordman di preferenze, è visto come il registra di ogni manovra. Nonostante tutto questo consenso, però, tra i DEM i problemi non mancano: neanche a dirlo è la lotta per la successione dell’ex sindaco a stimolare ambizioni, screzi, gelosie e velleità personali. Sono al momento due gli amministratori di lungo corso che puntano apertamente alla candidatura a Sindaco: Andrea Longobardi e Michele Carbone.
Sembra che, a Longobardi come leader del centrosinistra alle comunali, guardino alcuni (ma non tutti) i protagonisti del documento diffuso due giorni fa, recante le firme di: Giampaolo Scognamiglio, Ciro Russo, Carlo Lembo, Patrizia Nola, Antonio Morgese, Martina Saiz, Domenico Scarpato e poi ancora il partito Azione di Carlo Calenda e il movimento civico Free-Cremano.
Con Michele Carbone sono convintamente schierati gli ambientalisti, AVS, diverse liste civiche, praticamente tutto il Pd e, fatto molto importante, proprio Giorgio Zinno, di cui Carbone è da sempre un fedelissimo. Con molta probabilità questo fattore finirà per agevolare la sua corsa come candidato sindaco. Ma lo farà alla guida di quale coalizione ? Il perimetro dell’alleanza sarà il campo largo unito ? Un centrosinistra completo o parziale ?
Il Pd e Zinno hanno la necessità di verificare in primis il rapporto con il M5S: la sottoscrizione del documento anche da parte di Patrizia Nola, così come la posizione di altri rappresentanti cittadini pentastellati, va chiarita. Il documento delle nove forze politiche si presta a varie interpretazioni, non ultimo anche un tentativo di “fronda” nel centrosinistra: dunque rischia di essere foriero di lacerazioni. Prima si fa chiarezza, meglio è per il campo largo.

Certamente non si può accettare, che in una delle città più votate al centrosinistra d’Italia, ci sia uno “strappo” tra Dem e pentastellati. Sarebbe un paradosso insopportabile, per Roberto Fico, per Giorgio Zinno, per i vertici regionali e nazionali di Pd e M5S.
Mercoledì 25 febbraio si terrà una riunione con il tavolo del centrosinistra al completo: sarà il bivio decisivo per capire, nel centrosinistra, chi starà dentro l’alleanza, con quale peso politico e se lo farà da protagonista o meno della coalizione.

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