All’Archivio di Stato, nelle memorie di un generale francese, la resistenza napoletana del 1799

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 Sabato 13 luglio, alle ore 11, nella suggestiva “Sala Catasti” dell’Archivio di Stato di Napoli, in piazzetta del Grande Archivio, per iniziativa dell’Associazione Identitaria Alta Terra di Lavoro ed in collaborazione con l’Associazione I Sedili di Napoli ETS, nell’ambito della rassegna “Dialoghi di carta, incontriamoci in Archivio”, si terrà un importante incontro letterario con la partecipazione di Giuseppe Cangemi, Docente senior dell’Università di Padova; Erminio De Biase, ricercatore e storico, Barone Michele Di Iorio, storico e giornalista e Claudio Saltarelli, Presidente Ass. Id. Alta Terra di Lavoro che farà da moderatore. Sarà inoltre presente Raimondo Rotondi, traduttore e ricercatore.
Si tratta di un libro, destinato a far discutere, dal titolo: “L’invasione francese del Regno di Napoli (1798-1799)” che contiene le Memorie di Paul Thiebault, un generale francese che fu protagonista di quelle vicende belliche e che per le sue gesta appare sull’Arco di trionfo a Parigi,
Nelle “Memorie”, tradotte da Raimondo Rotondi, con la prefazione di Massimo Viglione, noto storico e studioso tradizionalista, emerge il punto di vista di un “invasore” che mette in luce verità fino ad oggi negate sul ruolo dei Lazzari napoletani e sulle loro capacità di resistenza nei confronti dell’allora esercito più potente del mondo.
Fatti ed eventi vengono raccontati dal Thiebault, con lucidità e senza nulla cercare di nascondere o di banalizzazione, offrendo così un contributo nuovo e illuminante su quello che fu una breve ma sanguinosa pagina di Storia che ancora oggi viene spesso mistificata ma che, nella “cronaca” di un nemico, assume la sua reale dimensione di lotta di resistenza di un intero popolo e degli sviluppi che, dopo la riconquista, essa comportò.
Un incontro dunque da non perdere, per chi vuole addentrarsi nei meandri della Storia vera, quella che non viene ancora detta ma che vale la pena di affrontare, senza pregiudizio di parte per aprire un nuovo dibattito, sugli orrori del guerra e su certe dinamiche geopolitiche che a distanza di tanti anni, ancora oggi influenzano i popoli europei.