L’Argentina parla napoletano: all’Università de La Plata la cattedra sulla lingua partenopea

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Il napoletano sale in cattedra, e lo fa dall’altra parte dell’oceano. L’Università Nazionale di La Plata (UNLP) ha istituito, sotto l’egida della propria Presidenza, la “Cátedra Libre de Lengua y Cultura Napolitana”. Si tratta di una svolta storica nel panorama accademico globale: per la prima volta al mondo, una struttura scientifica universitaria viene interamente dedicata alla tutela, allo studio e alla promozione del patrimonio linguistico e culturale di Napoli. L’iniziativa, che si inserisce nella lunga tradizione di apertura e inclusione culturale dell’ateneo argentino, vivrà il suo atto ufficiale domani, 25 giugno, presso l’Edificio Karakachof, Universidad Nacional de la Plata, ore 18.35 locali.

Una sinergia internazionale tra storia e diritti umani

Il progetto non nasce dal nulla, ma è il coronamento di un percorso internazionale radicato nel tempo. A guidare la cattedra sarà infatti Massimiliano Verde, accademico napoletano, laureato in Scienze Politiche all’Orientale di Napoli e già presidente dell’Accademia Napoletana, nonché autore del primo corso di lingua partenopea strutturato secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER). “Questa Cattedra è stata creata nell’ambito della Presidenza Università Nazionale de La Plata. L’iniziativa è sorta su mia proposta sulla base della mia decennale esperienza internazionale nella promozione, tutela e insegnamento della lingua napoletana e di interlocuzione con organismi internazionali come l’UNESCO”, ha spiegato Verde, che in passato ha già collaborato con l’agenzia ONU per la salvaguardia dei patrimoni linguistici. L’obiettivo strategico dell’ateneo argentino va ben oltre la semplice didattica: si punta a far riconoscere il napoletano come patrimonio immateriale dell’umanità, inserendolo pienamente nel quadro del diritto umano alla diversità culturale. 

Il programma: ricerca, didattica e il legame profondo con l’Argentina

Le attività della neonata Cattedra si muoveranno su un doppio binario: da un lato, l’analisi scientifica e lo studio critico della storia del popolo napoletano e del suo travolgente impatto sull’identità e sulla cultura argentina; dall’altro, la produzione di nuovi materiali didattici e la creazione di network internazionali con istituzioni educative e sociali.

La gestione scientifica e pedagogica manterrà una linea rigorosa, affidata direttamente al suo promotore:

“Il docente pertanto sono io e tutte le proposte e gli orientamenti formativi fatti dagli altri membri della Cattedra debbono passare in primis sotto il mio vaglio in quanto direttore, sempre in ossequio alla normativa della UNLP. Per tutte le attività mi ispirerò a tre luminari della lingua napoletana: Carlo Iandolo, Raffaele Bracale, Renato De Falco“ ha precisato il direttore. La Cattedra ha lo scopo principale di tutelare l’immenso patrimonio umano, culturale, letterario Napolitano in Argentina e dall’Argentina interloquire con il mondo”, ha concluso Verde, evidenziando il valore pionieristico e l’unicità di un progetto che promette di fare scuola.

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