Il calcio essenziale di Conte e la rosa extralarge alla prova della verità

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Quattro giornate, dodici punti, unica squadra a punteggio pieno: il Napoli di Antonio Conte ha segnato nove goal. Solo Kevin De Bruyne si è ripetuto, poi sono andati in goal sempre giocatori diversi. Due attaccanti (Hojlund e Lucca), tre centrocampisti (Gilmour, Anguissa e McTominay), due difensori (Beukema e Spinazzola). In questo dato c’è già la sintesi della rosa di quest’anno. Antonio Conte deve essere bravo a mixare al meglio le tantissime soluzioni che ha a disposizione. Fase di non possesso, costruzione del gioco, difesa, attacco: quest’anno l’allenatore azzurro misura la sua capacità su come ottimizzare al meglio tutti gli uomini a disposizione.  Non è una missione semplice, anzi.  Avere tante soluzioni è l’esatto opposto di quanto avvenuto nella scorsa stagione: scudetto vinto con gli uomini contati.  Ora la scommessa è riuscire a gestire una rosa extralarge per arrivare al risultato finale.  Per ora l’abbrivio è perfetto, ma la stagione è lunga e piena di ostacoli. Quattro competizioni da affrontare sono l’orizzonte su cui i campioni d’Italia dovranno dire a tutti quanto valgono.

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