Ci sono volute cinque legislature regionali (la seconda dell’era Antonio Bassolino, una di Stefano Caldoro, due di Vincenzo De Luca e la prima di Roberto Fico) per arrivare al superamento del disavanzo sanitario. La Campania, dopo 20 anni e ben 12 governi diversi, presieduti da 9 differenti Presidenti del Consiglio, è uscita dal piano di rientro. Tutto era iniziato a marzo 2007: Bassolino firmava a Roma il “Piano di rientro dal disavanzo e di riqualificazione” con l’allora Ministro della Salute Livia Turco. La decisione fu inevitabile: alla fine del 2005, la Campania registrava un disavanzo record di 1.839 milioni di euro (+42% rispetto all’anno precedente), una crescita della spesa sanitaria fuori controllo. Da quel momento tasse in crescita costante, tagli alla spesa, blocco del turn over (nuove assunzioni limitate): tante misure draconiane che hanno ridotto la qualità dei servizi e dell’assistenza. Sono stati quasi vent’anni di enormi sacrifici. Adesso finalmente si può ripartire con una programmazione ordinaria e soprattutto con gli investimenti necessari al comparto sanitario, quello più importante per la Regione Campania.









