La giornalista Luciana Esposito attraverso i suoi canali social rende noto quanto segue: “Nel rione De Gasperi a Ponticelli, quartiere densamente abitato della periferia est di Napoli, due ordigni artigianali sono esplosi nei pressi della finestra di un’abitazione. Un atto intimidatorio, in piena notte, in mezzo alle case. Tra venerdì 26 e sabato 27, altri due ordigni sono stati lanciati contro il gabbiotto del parcheggiatore della sala bingo di Cercola. Il vigilante all’interno si è salvato per miracolo. Quattro bombe in pochi giorni a pochi metri di distanza. Zero attenzione e zero risposte dalle istituzioni. Tutto questo succede tra le case, tra le famiglie, tra i bambini. Ma non fa notizia. Perché Ponticelli, come l’intera area orientale di Napoli, non rientra nel disegno politico del governo per il “ripristino della legalità”. Perché certe periferie non fanno audience. Perché certi cittadini sono considerati “meno cittadini” di altri. Il messaggio è chiaro: colpiamo dove le persone si sentono al sicuro, nei pressi delle abitazioni, nei luoghi frequentati e affollati, perché il territorio lo controlliamo noi. Colpiamo consapevoli di beneficiare di omertà e connivenza. E lo facciamo sapendo che nessuno reagirà. Nel rione De Gasperi, la paura è diventata routine. Spari, bombe, minacce, auto incendiate. I residenti non denunciano più, perché si sentono abbandonati. La legalità non si ripristina solo nei quartieri sotto i riflettori. O lo Stato è ovunque, o non è da nessuna parte. La periferia orientale di Napoli merita presenza, non passerelle. Servono azioni, non slogan elettorali. Prima che a rimetterci sia l’ennesima vita innocente. Come puntualmente è già accaduto troppe volte”.









