Maradona ristrutturato ? Ma anche il nuovo stadio: a Napoli est aperto il progetto di Adl

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Il Napoli continua a guardare oltre il Maradona. Mentre il Comune porta avanti il progetto di riqualificazione dello storico impianto di Fuorigrotta in vista degli standard richiesti dagli Europei 2032, Aurelio De Laurentiis non abbandona la strada dello stadio di proprietà, considerato dal club il vero salto strategico per competere stabilmente con le grandi società europee. Secondo quanto riportato da la Repubblica, il progetto individuato dalla società azzurra riguarda l’area dell’ex raffineria Q8 a San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale della città. Il presidente del Napoli avrebbe effettuato diversi sopralluoghi sui terreni, un’area di circa 38 ettari attualmente interessata da interventi di bonifica ambientale.

Un impianto da 70mila spettatori e 120 skybox

Il nuovo stadio immaginato dal Napoli avrebbe dimensioni da grande club europeo: una capienza prevista di circa 70mila posti e una forte componente commerciale. Tra i dati tecnici emersi figura la realizzazione di circa 120 skybox, spazi premium destinati a ospitalità, aziende e sponsor. L’obiettivo è creare una struttura capace di generare ricavi sette giorni su sette e non soltanto durante le partite. Il progetto dovrebbe comprendere aree hospitality, ristorazione, negozi ufficiali, spazi per eventi, servizi dedicati ai tifosi e strutture capaci di trasformare lo stadio in un polo di intrattenimento permanente.

L’area Q8: 38 ettari da trasformare dopo la bonifica

Il nodo principale resta quello dei terreni. L’area individuata dal Napoli appartiene al grande comparto industriale dismesso dell’ex raffineria Q8, uno dei simboli della trasformazione urbanistica di Napoli Est. La superficie disponibile, circa 380mila metri quadrati, rappresenterebbe uno spazio molto più ampio rispetto alla sola impronta dello stadio, consentendo eventualmente la realizzazione di infrastrutture complementari, parcheggi, servizi e attività commerciali . Il costo dell’acquisizione dei terreni viene stimato tra 50 e 60 milioni di euro. La cifra riguarda il valore dell’area e rappresenta soltanto una parte dell’investimento complessivo necessario per realizzare l’intero progetto.

Il capitolo più delicato: la bonifica ambientale

La scelta di San Giovanni a Teduccio comporta però una sfida tecnica rilevante: la bonifica di un’ex area industriale. La zona rientra nel più ampio processo di recupero ambientale di Napoli Est, un territorio segnato dalla presenza storica di attività petrolifere e industriali. Gli interventi di risanamento sono indispensabili prima di qualsiasi grande trasformazione urbanistica. Secondo quanto emerso nelle ultime informazioni disponibili, la bonifica dell’area Q8 sarebbe in fase avanzata, condizione considerata fondamentale dal Napoli per poter sviluppare il progetto definitivo dello stadio.

Un investimento da centinaia di milioni

Il costo finale del nuovo impianto non è stato ancora ufficializzato dalla società. Tuttavia, considerando dimensioni, servizi e standard richiesti per uno stadio moderno, l’investimento sarebbe nell’ordine delle centinaia di milioni di euro. La spesa comprenderebbe:

  • acquisto o acquisizione dei terreni;
  • completamento delle bonifiche necessarie;
  • costruzione dello stadio;
  • infrastrutture di accesso;
  • parcheggi e servizi esterni;
  • aree commerciali e hospitality.

Per il Napoli il ritorno economico sarebbe legato soprattutto alla possibilità di controllare direttamente tutte le fonti di ricavo generate dall’impianto: biglietteria premium, eventi, sponsor, ristorazione, merchandising e attività commerciali.

Maradona ristrutturato o nuovo stadio: due strategie

Il progetto del nuovo impianto non viene visto dal club come un’alternativa temporanea al Maradona, ma come una scelta strutturale per il futuro. La ristrutturazione dello stadio di Fuorigrotta punta a mantenere Napoli protagonista negli eventi internazionali e a migliorare un impianto storico. Il nuovo stadio privato, invece, rappresenterebbe il modello seguito dai principali club europei: una struttura controllata direttamente dalla società e pensata come una vera azienda sportiva. La partita sul futuro dello stadio del Napoli resta quindi aperta. Da una parte il valore storico del Maradona, dall’altra l’ambizione di costruire una nuova casa azzurra nell’area orientale della città. Una scelta che potrebbe incidere sul futuro economico e sportivo del club per i prossimi decenni.

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