Campi Flegrei, terremoti e bradisismo restano al centro del dibattito politico. Di fronte a un territorio sottoposto da anni a una forte pressione sismica e a continui movimenti del suolo, prende sempre più spazio l’ipotesi di una normativa specifica capace di affrontare le criticità dell’area. La richiesta di una legge speciale per i Campi Flegrei nasce dall’esigenza di rafforzare prevenzione, sicurezza degli edifici e strumenti a disposizione dei Comuni. Il fenomeno del bradisismo, infatti, continua a rappresentare una delle principali emergenze del territorio, accompagnato da sciami sismici che alimentano la preoccupazione tra i residenti. L’idea non sarebbe del tutto nuova. Già dopo le grandi crisi bradisismiche del passato furono introdotte misure legislative dedicate a Pozzuoli: nel 1971, ad esempio, una legge speciale impose specifiche prescrizioni per le nuove costruzioni nell’area interessata. Oggi, però, lo scenario è più complesso. La crescente urbanizzazione rende indispensabili interventi strutturali, controlli sul patrimonio edilizio e una pianificazione dell’emergenza sempre più efficace. La partita, dunque, non riguarda soltanto la gestione delle scosse: per i Campi Flegrei la sfida è trasformare l’emergenza in una strategia stabile di prevenzione e sicurezza.
Ieri si è svolta la seduta monotematica del Consiglio regionale della Campania che ha focalizzato l’attenzione sulle conseguenze del forte terremoto del 31 luglio e sulle difficoltà vissute da cittadini e attività economiche dei Campi Flegrei. In aula il confronto si è concentrato soprattutto sulle misure di sostegno, sul rafforzamento degli interventi previsti dal Governo e sulla necessità di dare risposte più rapide ai territori colpiti. La maggioranza ha difeso un percorso fondato sul potenziamento del decreto legge n. 144/2026 e sul coordinamento tra Regione, Governo e Comuni. L’opposizione ha invece insistito sulla richiesta di stato di emergenza, considerato lo strumento più immediato per affrontare le criticità legate alle abitazioni danneggiate, agli sfollati e alle attività produttive. Al termine dei lavori, l’Aula ha approvato la risoluzione della maggioranza, chiedendo il rafforzamento delle misure contenute nel decreto sui Campi Flegrei. È stata invece respinta la risoluzione della minoranza che sollecitava la richiesta dello stato di emergenza. La decisione lascia dunque aperto il confronto politico sulla strategia da adottare, mentre nei Campi Flegrei resta alta l’attenzione su sicurezza, sostegni economici e prevenzione.









