Da almeno quindici anni Villa Pignatelli di Montecalvo rappresenta una delle più evidenti ferite del patrimonio storico sangiorgese. Già nel 2011 la villa veniva descritta da Tonia Ferraro come uno “splendore irriconoscibile”, ridotto a “rudere puntellato per la messa in sicurezza”, con strutture di sostegno già installate per prevenire cedimenti e garantire la pubblica incolumità.
Oggi, mentre cresce l’attenzione pubblica attorno al destino della storica dimora del Miglio d’Oro e si moltiplicano iniziative e campagne per il suo recupero, emerge una questione che chiama direttamente in causa il ruolo del Comune di San Giorgio a Cremano: il costo della messa in sicurezza sostenuto con risorse pubbliche e il mancato recupero integrale delle somme nei confronti dei proprietari privati.
Secondo informazioni raccolte da tecnici e soggetti a conoscenza della vicenda, nel 2012 il Comune sarebbe intervenuto in danno dei 44 condomini effettuando opere urgenti di messa in sicurezza per un importo vicino ai 200 mila euro. Il credito vantato dall’ente sarebbe certo e le procedure di recupero sarebbero state effettivamente avviate. Tuttavia, l’iter non sarebbe mai arrivato a conclusione a causa delle difficoltà nelle notifiche, rese problematiche dalla presenza di proprietari irreperibili o da posizioni catastali e successorie non facilmente definibili.
Una parte delle strutture installate, come il barbacane posto sul cantonale tra largo Arso e via Botteghelle, svolgerebbe ancora una funzione di sostegno. Altre opere provvisionali, invece, sarebbero state montate principalmente per consentire verifiche dirette dello stato dell’edificio e potrebbero risultare oggi persino non più necessarie. Nel frattempo il ponteggio sarebbe passato nella disponibilità del condominio, che starebbe valutando una transazione con l’impresa esecutrice per le quote di propria competenza.
Non mancano inoltre ulteriori criticità strutturali. Tra queste viene segnalato il grave stato di alcune porzioni della copertura, dove sarebbero presenti lesioni e aperture di notevole entità nei muri perimetrali (ne parla in un libro l’architetto Giorgio Esposito). A ciò si aggiunge una recente trasformazione dell’area circostante, con l’apertura di un parcheggio autorizzato sui terreni prospicienti l’accesso interno della villa.
Prima ancora di discutere di restauri da milioni di euro o di eventuali acquisizioni pubbliche, resta dunque una domanda centrale: quanto delle somme anticipate dal Comune per mettere in sicurezza Villa Pignatelli è stato effettivamente recuperato e quanto pesa ancora oggi sulle casse pubbliche? Per comprendere il futuro della villa, occorre forse partire anche da questo nodo irrisolto.









