“Campo Largo”, l’idea di Conte sull’alleanza col Pd: la guerra in Ucraina diventa la vera prova

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Altro che programma comune: il vero campo di battaglia del centrosinistra è l’Ucraina. Mentre Pd e Movimento 5 Stelle preparano la partita delle primarie, lo scontro sulla politica estera rischia di trasformarsi nel nodo che può far saltare l’alleanza. Giuseppe Conte insiste sulla necessità di una svolta diplomatica e mette al centro la contrarietà alla linea degli aiuti militari a Kiev. Una posizione che fa scattare l’allarme nei settori riformisti del Pd, dove la paura è che la leadership della coalizione possa finire condizionata da una linea internazionale distante da quella europea e atlantista. Il retroscena è tutto qui: le primarie non sarebbero soltanto una sfida per scegliere il candidato premier, ma rischiano di diventare un referendum sull’identità del futuro centrosinistra. Chi vincerà avrà il compito di decidere anche la rotta su Ucraina, difesa e rapporti con Bruxelles. Il Pd teme una coalizione con un doppio comando: europeista sulla carta, ma con una linea più prudente sul fronte internazionale. Il M5S, invece, rivendica il diritto di portare nell’alleanza una posizione alternativa e intercettare un elettorato contrario alla prosecuzione del conflitto. La domanda che circola nei corridoi del centrosinistra è velenosa: il campo largo nasce per governare o per mettere insieme mondi incompatibili? Perché prima ancora di scegliere il premier, la coalizione deve decidere da che parte stare nel mondo.

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