Napoli, il Risorgimento occupa il 3,5% delle strade. Ma pesa molto nella geografia della città

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L’analisi dello stradario del Comune di Napoli, aggiornato al 22 dicembre 2025, porta a una distinzione fondamentale: la presenza numerica dei riferimenti al Risorgimento e all’Unità d’Italia è relativamente contenuta, ma la loro visibilità urbana è straordinariamente elevata. Il Comune considera infatti la toponomastica uno strumento di tutela della storia e dell’identità culturale e civile della città. Assumendo come base indicativa circa 3.500 denominazioni stradali distinte, la nostra ricognizione stima in circa 125 i toponimi riconducibili, in senso diretto o più ampio, al Risorgimento, all’Unità e alla successiva memoria nazionale: circa il 3,5% del totale.

La componente più strettamente risorgimentale comprende nomi come Garibaldi, Mazzini, Pisacane, Poerio, Pimentel Fonseca, Nisco, Rosaroll, Oberdan; quella direttamente legata all’Unità comprende invece riferimenti come Plebiscito, Mille, Quarto, Teano, Volturno, Marsala, Calatafimi, Solferino, Magenta, XX Settembre. A questi si aggiunge una fascia più ampia comprendente, tra gli altri, i grandi riferimenti sabaudi e dell’Italia postunitaria. Ma è la posizione di questi nomi a modificare radicalmente il loro peso. Tra i riferimenti più importanti troviamo Piazza del Plebiscito, Piazza Garibaldi, Corso Garibaldi, Corso Vittorio Emanuele, Corso Umberto I, Via dei Mille, Piazza Mazzini, Via Crispi e Via Poerio. Sono piazze, grandi corsi, arterie, nodi ferroviari e zone centrali, non semplici strade secondarie. Il Comune inserisce Piazza del Plebiscito, Galleria Umberto, Castel Nuovo, Piazza Municipio e Via Toledo nel principale itinerario monumentale cittadino.

La storiografia sulla toponomastica napoletana sottolinea inoltre come il processo postunitario e il successivo Risanamento abbiano prodotto grandi assi urbani quali Corso Umberto, Corso Garibaldi e l’asse Poerio–San Giovanni a Carbonara.  Ne deriva un paradosso significativo: il 3,5% delle denominazioni non equivale affatto al 3,5% della memoria urbana. I primi 10 riferimenti più centrali e riconoscibili rappresentano appena lo 0,29% dell’intera toponomastica, ma circa l’8% dell’intero patrimonio risorgimentale/unitario stimato.

I primi 20 salgono allo 0,57% delle strade, concentrando circa il 16% dei riferimenti; i primi 30, meno dell’1% del totale, arrivano indicativamente a un quarto dell’intero patrimonio.

https://static-www.comune.napoli.it/wp-content/uploads/2009/04/Stradario-del-Comune-di-Napoli-ordinato-per-toponimi-aggiornamento-al-22-12-2025.pdf

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