Prima grana per la maggioranza che a San Giorgio a Cremano ha sostenuto alle elezioni di maggio la candidatura a sindaco di Michele Carbone (Pd – eletto con quasi il 90% dei consensi).
Uno dei due eletti in Consiglio comunale con ‘A Testa Alta’, Ginevra Palmentieri, e con lei diciotto dei ventiquattro candidati in lista, hanno lasciato il movimento in polemica con le scelte “compiute dall’altro consigliere comunale Carlo Lembo e dal coordinamento regionale del partito che le ha avallate, ovvero la designazione del rappresentante in giunta di ‘A Testa Alta’. Lasciano i “deluchiani” anche le responsabili della lista, la dottoressa Libera D’Angelo e l’avvocato Mariangela Miglietta. Palmentieri e gli altri non hanno condiviso il metodo che ha portato alla scelta di Iolanda Cacciuottolo, nominata dal sindaco Carbone quale nuovo assessore alla Scuola e all’Avvocatura.
In sintesi, è un terremoto quello che si registra nella fila dei deluchiani sangiorgesi a soli due mesi dal voto: i fuoriusciti hanno diffuso una nota molto dura anche se non polemica nei confronti del Sindaco Carbone. “La nostra posizione – si legge in una nota – nasce dalla totale assenza di coerenza, trasparenza e partecipazione politica dimostrata da un’ala minoritaria del gruppo politico (5 candidati su 24), che ha espresso, con impropria autonomia, l’indicazione dell’assessore in Giunta spettante al gruppo, con l’incomprensibile benestare della classe dirigente del partito. Eppure, quell’ala minoritaria della quale il consigliere Lembo è espressione, rappresenta solo in minima parte l’importante risultato elettorale conseguito dalla lista. I 1787 voti raccolti sono frutto del lavoro di donne e uomini che hanno creduto in un progetto politico serio, costruito con sacrificio e presenza costante sul territorio. Voltare le spalle a queste persone vuol dire voltare le spalle al partito stesso. Ciò nonostante, non riteniamo di delegittimare l’operato del sindaco Michele Carbone, al quale va tutta la nostra vicinanza e solidarietà per il peso politico di una vicenda che, ci preme sottolinearlo, resta confinata all’interno del partito “A Testa Alta” e che trova responsabilità esclusivamente nella sua classe dirigente regionale, la quale ha avallato tale scelta”.









