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giovedì 18 Luglio

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Inaugurato, questa mattina a Cefalù, in Sicilia, il progetto – pilota sulla pietra identitaria della lumachella.

 

Rosario Santanastasio (Presidente Nazionale Archeoclub D’Italia) : “Da Cefalù parte una grande novità : è possibile coinvolgere i cittadini, renderli consapevoli del patrimonio ambientale che oramai è a tutti gli effetti patrimonio culturale. A Cefalù, in Sicilia, oggi è stato inaugurato un progetto – pilota estremamente interessante. Il progetto non solo prevede lo studio della pietra lumachella, quella del territorio, la mappatura dei siti, dei luoghi piccoli o grandi che nel corso della storia e dei secoli sono stati realizzati con questa pietra, ma prevede il coinvolgimento diretto del cittadino comune e dunque del ragazzo, delle famiglie, dell’anziano, del giovane, nel processo di conoscenza”.

Stefania Randazzo (Presidente Archeoclub D’Italia sede di Cefalù ) : “Il progetto coinvolge il cittadino comune anche nelle attività di formazione e prevede la parte scientifica con lo studio della pietra, la mappatura dei siti e luoghi, grandi e piccoli, costruiti nei secoli con la pietra di Cefalù, la didattica in tytte le scuole della città, di ogni ordine e grado, la promozione. In questo modo il cittadino è parte integrante della conoscenza e diventa sentinella del proprio territorio”.

Partner del progetto : Tutte le scuole di ogni ordine e grado di Cefalù, Diocesi di Cefalù, Archivio Storico Diocesano di Cefalù, Cooperativa Il Segno- Itinerarium Pulchritudinis, Università di Palermo Corso di laurea in Architettura, Ordine regionale dei Geologi , Ente Parco delle Madonie Unesco Global Geopark, Fondazione Culturale Mandralisca. Tutti i partners erano presenti alla conferenza stampa di questa mattina, a Cefalù.

Flora Fortunata Rizzo (Vice Preidente Nazionale di Archeoclub D’Italia) : “E’ un articolato progetto pilota triennale che parte da Cefalù, ideato da Archeoclub D’Italia, sede di Cefalù, in collaborazione con la sede nazionale che, partendo dalla pietra calcarea di pregio denominata “lumachella” o “pietra di Cefalù”, intende promuovere un percorso di acquisizione e divulgazione di conoscenza degli aspetti geologici paleontologici, archeologici, storico-artistici e culturali di tutte le pietre locali d’Italia, finalizzato alla conservazione e al restauro del patrimonio architettonico dei centri”.“Da Cefalù parte una grande novità : è possibile coinvolgere i cittadini, renderli consapevoli del patrimonio ambientale che oramai è a tutti gli effetti patrimonio culturale. A Cefalù, in Sicilia, oggi è stato inaugurato un progetto – pilota estremamente interessante. Il progetto non solo prevede lo studio della pietra lumachella, quella del territorio, la mappatura dei siti, dei luoghi piccoli o grandi che nel corso della storia e dei secoli sono stati realizzati con questa pietra, ma prevede il coinvolgimento diretto del cittadino comune e dunque del ragazzo, delle famiglie, dell’anziano, del giovane, nel processo di conoscenza. Tutti i cittadini potranno partecipare alle attività di formazione, mappatura e conoscenza della pietra identitaria del proprio territorio. In questo modo il cittadino, consapevole della ricchezza geologica del borgo, del paese, della terra in cui vive, può essere sentinella diretta in difesa del patrimonio ambientale vissuto. Siamo dinanzi ad un progetto pilota che per là peculiarità certamente sarà oggetto di interesse nazionale. Tematizzare sul costruito e sul materiale utilizzato ne caratterizza i luoghi di appartenenza e focalizza il tema sulle diverse tipologie lapidee esistenti sul territorio, dal sedimentario all’effusivo, dando una spinta edilizia nel tempo, conservando le radici del proprio territorio. Anche il nuovo costruito, grazie alla conoscenza, potrà mantenere la memoria e l’identità del luogo. Far conoscere ai giovani l’importanza della conservazione di queste vere e proprie opere ne avvantaggia certamente la valorizzazione e promozioe. Un progetto straordinario voluto e ideato da Archeoclub D’Italia ed esattamente dalla sede Archeoclub D’Italia di Cefalù”. Lo ha dichiarato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia, a margine della conferenza stampa di presentazione del progetto – pilota sulla pietra identitaria di Cefalù – “ALLE FONTI DELLA NOSTRA STORIA. LE PIETRE IDENTITARIE” svoltasi presso l’Istituto comprensivo N. Botta plesso Rosario Porpora.

Tanti ed importanti del progetto : Tutte le scuole di ogni ordine e grado di Cefalù, Diocesi di Cefalù, Archivio Storico Diocesano di Cefalù, Cooperativa Il Segno- Itinerarium Pulchritudinis, Università di Palermo Corso di laurea in Architettura, Ordine regionale dei Geologi , Ente Parco delle Madonie Unesco Global Geopark, Fondazione Culturale Mandralisca.

Tutti i partner erano presenti alla conferenza stampa di questa mattina a Cefalù.

““ALLE FONTI DELLA NOSTRA STORIA. LE PIETRE IDENTITARIE: LUMACHELLA, LA PIETRA DI CEFALU”, è un articolato progetto pilota triennale che parte da Cefalù, ideato da Archeoclub D’Italia, sede di Cefalù, in collaborazione con la sede nazionale che, partendo dalla pietra calcarea di pregio denominata “lumachella” o “pietra di Cefalù”, intende promuovere un percorso di acquisizione e divulgazione di conoscenza degli aspetti geologici – ha annunciato Flora Fortunata Rizzo, Vice Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia – paleontologici, archeologici, storico-artistici e culturali di tutte le pietre locali d’Italia, finalizzato alla conservazione e al restauro del patrimonio architettonico dei centri urbani, delle pavimentazioni storiche e dei partiti architettonici”.

Il progetto – pilota è stato inaugurato e presentato oggi con tre linee principali: la Parte scientifica, che vedrà come partner l’Archivio Storico Diocesano di Cefalù, l’Università di Palermo – Corso di laurea in Architettura e l’Ordine regionale dei Geologi. Poi la seconda linea sarà a Didattica con partner: Archivio Storico Diocesano di Cefalù , l’Università di Palermo – Corso di laurea in Architettura, l’Ordine regionale dei Geologi , l’Ente Parco delle Madonie Unesco Global Geopark. Infine la terza linea sarà la Promozione/disseminazione con partner Diocesi di Cefalù, Cooperativa Il Segno – Itinerarium Pulchritudinis, Fondazione culturale Mandralisca.

“Il progetto – pilota sulle pietre identitarie, che prevede anche la formazione del cittadino del territorio e contribuirà alla nascita di percorsi ed itinerari, creando una rete di siti e luoghi caratterizzati, in questo caso, dalla presenza della pietra lumachella. Dunque una mappatura, con studio della pietra e attività formative per il cittadino comune che potrà, in questo modo, conoscere la caratteristica geologica del territorio nel quale vive preservandone il patrimonio ambientale, naturalistico e monumentale. Il progetto, attraverso azioni diversificate per target di riferimento e tempi di attuazione e un’ampia partnership ( istituzioni culturali e scolastiche, Università, ordini professionali a livello nazionale e regionale) intende creare una consapevolezza nel modus operandi dei liberi professionisti e delle amministrazioni e determinare la nascita di processi culturali identitari finalizzati alla tutela dei beni culturali e monumentali – ha dichiarato Stefania Randazzo, storico dell’arte e Presidente Archeoclub D’Italia sede di Cefalù – e alla rigenerazione e riqualificazione urbana soprattutto dei piccoli centri. La pietra “lumachella”, cavata dalla grande “Rocca” che sovrasta Cefalù, è il materiale impiegato per la costruzione degli edifici più antichi e per le imponenti fortificazioni dette “mura megalitiche”, per i cippi funerari della necropoli ellenistica nonché per le fondamenta del Duomo arabo normanno e di antiche abitazioni. Si ritrova nei partiti architettonici di chiese e palazzi, nella pavimentazione stradale, negli arredi almeno fino agli anni ’50 del novecento, costituendo quindi con la sua colorazione e il suo aspetto l’elemento più significativo per la caratterizzazione dell’identità di questo luogo”.

Dalla parte scientifica alla didattica, alla promozione.

“Il progetto prevede tre linee principali. Avremo la Parte scientifica, con la creazione di un gruppo di lavoro che si occuperà di stabilire i criteri di azione per la mappatura e schedatura dei manufatti sia nella pavimentazione che nei prospetti degli edifici del centro storico di Cefalù con l’obiettivo di rilevare l’ubicazione – ha continuato Stefania Randazzo – il numero, la tipologia degli elementi, le modalità di lavorazione, collocazione e posa e lo stato di conservazione, ma anche di creare una documentazione completa che includa l’aspetto della tradizione artigianale approfondita attraverso interviste e ricerca documentaria. Svilupperemo collaborazioni con l’Ordine dei Geologi, l’Università di Palermo, l’Archivio storico diocesano di Cefalù, con l’obiettivo di promuovere incontri di formazione rivolti ai docenti delle scuole partner, ai soci, alla cittadinanza che approfondiscano i vari aspetti paleontologico, mineralogico, archeologico, storico artistico, conservativo. Il tutto al fine di elaborare proposte concrete da sottoporre all’Amministrazione comunale, all’Assessorato Territorio e Ambiente, Assessorato ai beni culturali finalizzate alla conservazione e tutela degli elementi in pietra lumachella. Poi avremo la Didattica con partner: Archivio Storico Diocesano di Cefalù , Università di Palermo Corso di laurea in Architettura, Ordine regionale dei Geologi , Ente Parco delle Madonie Unesco Global Geopark. In questo caso l’obiettivo sarà quello di divulgare, attraverso incontri con gli studenti degli istituti di istruzione di ogni ordine e grado le conoscenze e i nuovi studi sulla pietra lumachella e sulla rocca di Cefalù, promuovere la conoscenza e sensibilizzare sull’importanza della tutela gli studenti con progetti e attività laboratoriali diversificate in base ai livelli di competenza e ai programmi scolastici (scrittura creativa, rilievo grafico e fotografico, visite, esperimenti…). Infine avremo la Promozione/disseminazione con partner Diocesi di Cefalù, Cooperativa Il Segno – Itinerarium Pulchritudinis, Fondazione culturale Mandralisca. Dunque grandi partner, un grande progetto pilota per dare la possibilità di conoscere le Pietre Identitarie. Con questa conoscenza, il cittadino formato, comprenderà ancora di più l’importanza della tutela del patrimonio ambientale e culturale”.

 

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