Iran, cresce la minaccia hacker contro l’Europa: nel mirino le infrastrutture

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La guerra tra Iran e Occidente si combatte sempre più anche nel cyberspazio. Gli hacker legati a Teheran stanno intensificando le attività contro infrastrutture e organizzazioni occidentali, alimentando l’allerta in Europa. Il rischio non riguarda soltanto il furto di dati. Le campagne informatiche possono puntare a sistemi industriali, reti energetiche, impianti idrici e altri servizi essenziali. Le autorità statunitensi hanno recentemente segnalato tentativi di compromissione di dispositivi industriali utilizzati nelle infrastrutture critiche, compresi sistemi prodotti da Siemens, Schneider Electric e Rockwell Automation. Anche l’Europa è già nel radar. Nel marzo 2026 l’Unione europea ha imposto sanzioni contro la società iraniana Emennet Pasargad, accusata di operazioni informatiche contro obiettivi europei, tra cui infrastrutture digitali in Svezia e un database francese. I dati raccolti da EuRepoC mostrano inoltre quanto il conflitto abbia inciso sull’attività cyber: nel secondo trimestre del 2026 sono stati registrati 37 incidenti contro Stati membri dell’Ue, con Germania e Francia tra i Paesi maggiormente colpiti. L’allarme è diventato ancora più concreto nel Regno Unito: secondo le autorità britanniche, un attacco attribuito a hacker collegati all’Iran ha provocato la temporanea chiusura di un piccolo impianto energetico. L’episodio non ha avuto conseguenze sulla rete nazionale, ma rappresenta un segnale della crescente capacità di colpire sistemi industriali. Per l’Europa la priorità è quindi rafforzare la cybersecurity delle infrastrutture critiche, prevenendo intrusioni che potrebbero trasformare un conflitto geopolitico in una crisi digitale.

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