Quando si parla di mondiali di calcio, ci sono molte foto-simbolo che raccontano bene uno dei record di Diego Armando Maradona, tuttora imbattuto. Un fermo-immagine iconico risale al mundial di Messico ’86, nel match Argentina-Corea del Sud.
Su Maradona durante tutta la partita “opera” il coreano Huh Jung-moo. Anni dopo ammetterà candidamente: “L’ho preso a calci dall’inizio alla fine. Fermarlo legalmente era semplicemente impossibile” [ilnobilecalcio.it].
In quella sola partita, Diego subì 12 falli feroci. Per il “Pibe de Oro” era la routine. I dati ufficiali Opta e FIFA tracciano una contabilità della “caccia all’uomo” che oggi fa spavento: 53 falli subiti in un solo Mondiale (Messico ’86): un primato tuttora imbattuto. 152 falli totali nelle sue complessive partecipazioni mondiali.
Diego veniva ‘abbattuto’ in media ogni 12 minuti. 23 falli in una sola partita è il record assoluto di falli ricevuti, stabilito da Claudio Gentile in Italia-Argentina al mundial Spagna ‘82. Ma la vera, enorme grandezza di Maradona stava nella reazione a questa violenza sistematica. Nonostante i colpi durissimi, le caviglie sempre gonfie e le entrate killer in un’epoca in cui i cartellini rossi erano rari e il VAR non esisteva, Diego non simulava.
Non tutti sanno o non ricordano che Maradona negli allenamenti, sia col Napoli che con l’Argentina, si concentrava spesso sulle “cadute”. Si allenava a cadere, vista la caccia all’uomo che subiva in ogni partita. Sul web ci sono molti video che mostrano come nonostante spinte, gomitate, sgambetti vari, D10S con incredibile coordinazione e reazione al fallo riusciva a restare in piedi o a rialzarsi subito senza che si fermasse il gioco.









