La seguitissima pagina facebook “Diegopedia” che ogni giorno racconta aneddoti, statistiche, prodigi del più grande calciatore della storia del calcio, ha pubblicato oggi un racconto inedito di Fernando Signorini, per anni preparatore atletico del ‘Pibe de Oro’.
“Non ne ho mai parlato perché non si poteva dire”. Poi il sorriso e il racconto di un momento rimasto custodito per anni: Diego e Fernando Signorini, in barca a Capri, si tuffano in mare e raggiungono a nuoto la Grotta Azzurra. Dentro, la luce trasforma tutto in una meraviglia da conservare per sempre.
Ci sono ricordi che non hanno bisogno di trofei, fotografie o grandi imprese sportive per diventare eterni. Restano lì, custoditi nella memoria, legati a un luogo, a una persona e a un’emozione impossibile da dimenticare. Per Fernando Signorini, uno degli uomini più vicini a Diego Armando Maradona durante gli anni napoletani, uno di questi ricordi porta il colore del mare di Capri. Signorini, storico preparatore atletico del Pibe de Oro e suo amico, ha raccontato un episodio rimasto per molto tempo lontano dai riflettori. Un ricordo privato, vissuto lontano dagli stadi, dalla folla e dalla pressione che accompagnava ogni movimento di Maradona.
Quel giorno a Capri
Era una giornata in barca insieme a Dino Celentano, dirigente legato al Napoli. Si trovavano a Capri quando si parlò della Grotta Azzurra, uno dei luoghi più suggestivi dell’isola. L’ingresso, però, non era possibile semplicemente arrivando con la barca. Bisognava tuffarsi e attraversare un tratto a nuoto. Diego e Signorini non ci pensarono due volte. Si gettarono in acqua e nuotarono sott’acqua fino a raggiungere l’ingresso della grotta. Poi riemersero all’interno, davanti a uno spettacolo che li lasciò senza parole: la luce azzurra che filtrava dall’acqua e avvolgeva l’ambiente trasformandolo in qualcosa di quasi irreale. Fu un momento lontanissimo dal Maradona dei 70mila del San Paolo, delle partite contro Juventus e Milan, degli scudetti e delle notti europee. Era semplicemente Diego, immerso nel mare di Capri insieme a una delle persone che più gli erano state vicine.
Quell’esperienza non diventò un aneddoto da raccontare ai giornali. Rimase una memoria condivisa tra due amici. Un’immagine custodita nel tempo: il mare, la Grotta Azzurra, Capri e quella luce che sembrava esplodere intorno a loro. Signorini ha spiegato di aver conservato quel momento “come un gioiello”, proprio perché apparteneva alla dimensione più autentica del rapporto con Diego. Non c’erano il calciatore e il preparatore atletico. Non c’erano Maradona e Signorini sotto i riflettori. C’erano soltanto due amici davanti alla meraviglia di Capri.
Il ricordo raccontato da Signorini restituisce anche un’immagine diversa di Maradona. Quella dell’uomo capace di trovare, nonostante una popolarità ormai enorme, piccoli spazi di libertà. Durante gli anni napoletani, Signorini era molto più di un semplice preparatore atletico. Lo seguiva negli allenamenti, ma con lui condivideva anche conversazioni, momenti quotidiani e una profonda amicizia. La loro vita a Napoli era fatta di lavoro e calcio, ma anche di fughe, passeggiate e momenti lontani dal clamore che circondava continuamente Diego. E proprio per questo il ricordo di Capri assume un significato particolare.
Signorini ha sempre raccontato il suo legame con Napoli come qualcosa che va ben oltre il calcio. La città, il mare, il Vesuvio, la Costiera e soprattutto gli anni vissuti accanto a Diego sono rimasti parte fondamentale della sua memoria. In un’intervista del 2026 ha ribadito quanto Napoli e Maradona siano rimasti inseparabili nella sua esperienza personale. E forse non è un caso che, tra migliaia di ricordi legati a partite, allenamenti e vittorie, sia proprio una giornata apparentemente semplice a Capri ad essere rimasta così preziosa.








