Una nuova determina finanziaria del Comune di San Giorgio a Cremano porta alla luce un dato finora nuovo e preoccupante: nel PEG 2026 compare un disavanzo di amministrazione pari a 460.402,23 euro. Non si tratta di una cifra tale da configurare una situazione di dissesto, ma rappresenta un elemento significativo se letto insieme agli altri indicatori finanziari emersi negli ultimi rendiconti. Il dato compare nella determinazione dirigenziale relativa a una variazione compensativa di bilancio, dove il disavanzo viene riportato tra le poste da finanziare nell’esercizio 2026. La vera questione, tuttavia, non è solo il disavanzo in sé, ma il quadro generale dei conti comunali, che mostra criticità più ampie.
Nel rendiconto 2025 il fondo cassa disponibile a fine esercizio era pari a circa 741mila euro, mentre il Comune ha utilizzato nel corso dell’anno 33 milioni di euro di anticipazioni di tesoreria, pagando 452mila euro di interessi passivi per la gestione della liquidità. Alla chiusura dell’esercizio risultavano ancora fondi da restituire alla banca.
Sul fronte delle entrate, i numeri evidenziano una forte difficoltà di riscossione. I residui attivi superano i 66 milioni di euro, mentre il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), cioè la quota di crediti che il Comune stesso considera a rischio incasso, supera i 37 milioni di euro. In pratica, una parte rilevante delle somme iscritte a bilancio potrebbe non trasformarsi mai in denaro effettivamente disponibile.
A questo scenario si aggiungono i debiti fuori bilancio. Negli ultimi mesi il Consiglio comunale ha riconosciuto passività derivanti da contenziosi per oltre 1,4 milioni di euro, tra la vicenda delle fatture per servizio igiene urbana cedute a una società veicolo e il contenzioso con la Città Metropolitana relativo al ciclo rifiuti. Anche il bilancio pluriennale contiene un segnale che gli osservatori considerano rilevante: sono previsti accantonamenti per futuri contenziosi e possibili debiti fuori bilancio, con risorse dedicate negli anni successivi. Un elemento che testimonia la presenza di passività ancora aperte. Alla luce dei documenti, il Comune non appare (per ora) in dissesto finanziario e continua a mantenere formalmente gli equilibri. Tuttavia, i numeri descrivono un ente che opera con margini ridotti, con forte dipendenza dalle anticipazioni di tesoreria, un’elevata esposizione ai crediti di difficile riscossione, un contenzioso che genera effetti sui conti.
Il disavanzo da 460 mila euro emerso nel PEG 2026 non è la notizia più grave. È piuttosto un tassello di una fotografia più ampia che mostra una struttura sotto pressione e che richiede una forte capacità di riscossione delle entrate, oltre ad una rigorosa gestione della spesa, per evitare che le criticità di oggi si trasformino in problemi più gravi.









