A oltre due anni dalle forti scosse di terremoto legate al bradisismo nei Campi Flegrei, centinaia di famiglie continuano a vivere lontano dalle proprie abitazioni. Sono circa 284 i nuclei familiari che non hanno ancora ottenuto i contributi necessari per la riparazione degli immobili dichiarati inagibili. Alla base dei dinieghi, secondo quanto emerso, vi sarebbero irregolarità urbanistiche o carenze nella documentazione edilizia, problemi che impediscono l’accesso agli aiuti economici previsti. Una situazione che sta alimentando il malcontento tra gli sfollati, molti dei quali sostengono che le difformità contestate siano di lieve entità e non incidano sulla sicurezza degli edifici. Sui social network si moltiplicano gli appelli rivolti alle istituzioni affinché vengano riviste le procedure e accelerato l’iter burocratico. Numerose famiglie, infatti, sono costrette a sostenere i costi di un affitto o a vivere in sistemazioni temporanee, senza una prospettiva certa di rientro nelle proprie case. La vicenda riporta al centro dell’attenzione le difficoltà della ricostruzione nell’area dei Campi Flegrei, dove il fenomeno del bradisismo continua a rappresentare una sfida non solo dal punto di vista sismico, ma anche sociale ed economico. Gli sfollati chiedono risposte rapide e interventi concreti per superare gli ostacoli amministrativi e poter finalmente tornare nelle loro abitazioni.









