Nel cuore della maggioranza Meloni si riaccende il dibattito sulla riforma della legge elettorale. La proposta punta a ridisegnare la circoscrizione Estero, riducendo le ripartizioni da quattro a due — Europa e resto del mondo — per rendere il sistema più proporzionale e snello. L’obiettivo dichiarato è semplificare la distribuzione dei seggi e garantire maggiore equilibrio tra i voti degli italiani all’estero e quelli residenti.
Ma il progetto ha subito acceso le tensioni: il centrosinistra ha alzato il muro, bollando gli emendamenti come “soppressivi” e difendendo la clausola salva-Rosatellum, considerata un argine contro derive maggioritarie. Dal campo progressista si teme che la riforma possa alterare la rappresentanza e ridurre il peso delle minoranze.
Sul fronte opposto, il governo insiste sulla necessità di aggiornare un meccanismo ritenuto ormai datato, mentre emergono ipotesi di ritocchi anche su autonomie e premio di maggioranza. Tra telefonate e trattative riservate, la partita resta aperta: il testo definitivo potrebbe approdare in aula solo a luglio, con un’estate che si preannuncia rovente sul piano politico.









