Rissa nel giorno della commemorazione di Giovanbattista Cutolo. Buonajuto “Basta!

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“Ennesima inaccettabile aggressione avvenuta ai Colli Aminei, dove due ragazzi sono stati brutalmente picchiati da un branco armato di tirapugni e catene per una presunta ‘parola di troppo’. Un episodio ancora più doloroso perché giunge a pochissime ore dalla commemorazione di Giovanbattista Cutolo in Piazza Municipio. È assurdo che la furia cieca scatti per una parola fuori posto. Questa dinamica dimostra quanto sia profonda la deriva culturale e quanto sia urgente un cambio di passo”. Lo dichiara Ciro Buonajuto, consigliere regionale della Campania e presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali con delega alla sicurezza.

“Desidero rivolgere un sentito ringraziamento ai Carabinieri della stazione di Capodimonte per la rapida ricostruzione dei fatti e l’individuazione di cinque degli otto responsabili, e all’agente di polizia fuori servizio che con grande coraggio è intervenuto per difendere le vittime, rimanendo ferito. Le forze dell’ordine svolgono un lavoro fondamentale sul territorio e chi commette reati di tale gravità deve risponderne davanti alla giustizia senza sconti, anche quando si tratta di minorenni. Tuttavia, non possiamo e non dobbiamo illuderci che la sola risposta repressiva o giudiziaria sia sufficiente a risolvere l’emergenza – prosegue Buonajuto – Quando dei ragazzi vanno in giro di notte armati di catene e tirapugni, pronti a fare branco per vendicare un’offesa verbale, significa che c’è una voragine educativa da colmare. Per contrastare la violenza giovanile serve una presenza forte dello Stato che non sia solo militare, ma soprattutto formativa. Occorre aumentare in modo strutturale gli investimenti nella scuola, nella cultura, nei tempi pieni e nei presidi educativi del territorio. La scuola è l’unico, vero ascensore sociale e l’unico argine alla cultura della sopraffazione. Soltanto offrendo ai nostri giovani modelli alternativi alla strada riusciremo a garantire un futuro di sicurezza e civiltà alle nostre comunità”, conclude Buonajuto.

 

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