PORTICI – Doveva essere un’occasione per far sentire la propria voce e accendere il dibattito sul futuro della scuola pubblica. Al liceo Quinto Orazio Flacco di Portici, invece, la mobilitazione studentesca si è interrotta dopo una notte segnata dalla paura. Nella notte tra il 20 e il 21 ottobre, secondo il racconto di uno degli occupanti, un gruppo di persone con il volto coperto avrebbe fatto irruzione nell’istituto, costringendo i ragazzi a cercare riparo e a chiedere l’intervento della polizia.
L’ingresso forzato e la fuga
Stando alla testimonianza di Lorenzo, tra gli organizzatori della protesta, gli intrusi sarebbero stati circa dieci e avrebbero avuto con sé spranghe e coltelli. Il gruppo avrebbe forzato l’ingresso principale, entrando nell’edificio e chiedendo informazioni sulla posizione dei computer.
La situazione avrebbe rapidamente provocato il panico tra gli studenti presenti. Molti avrebbero abbandonato la scuola per mettersi al sicuro, mentre tre ragazzi sarebbero rimasti all’interno, contattando le forze dell’ordine. Successivamente sarebbero arrivati anche la dirigente scolastica e alcuni insegnanti.
La ricostruzione dell’accaduto si basa sulle dichiarazioni degli occupanti; eventuali responsabilità dovranno essere accertate dagli organi competenti.
Le ragioni della protesta
L’occupazione era cominciata il giorno precedente con l’obiettivo di denunciare, tra le altre questioni, i tagli all’istruzione, il costo crescente della vita e le criticità del sistema scolastico. Nel mirino dei ragazzi anche le condizioni degli edifici, l’organizzazione della didattica e i percorsi di formazione scuola-lavoro.
Gli studenti chiedevano maggiore attenzione alla qualità dell’apprendimento, alla crescita personale e alle prospettive delle nuove generazioni, sollecitando un confronto con le istituzioni.
La mobilitazione si ferma
Dopo l’irruzione, gli organizzatori hanno deciso di rinunciare all’occupazione, ritenendo venute meno le condizioni necessarie per proseguire in sicurezza.
La protesta del Flacco si chiude dunque prematuramente, lasciando aperte le questioni sollevate dagli studenti. Resta soprattutto la preoccupazione per un episodio che, secondo il loro racconto, ha trasformato una notte di rivendicazioni in un’esperienza di forte paura.









