Brusciano, cala il sipario sulla Festa dei Gigli. Romano: “Restano gratitudine, orgoglio e amore”

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Si è chiusa ieri sera, con il concerto di Gianni Fiorellino, la 151ª edizione della Festa dei Gigli di Brusciano in onore di Sant’Antonio di Padova. Undici giorni di appuntamenti, emozioni e partecipazione, arrivati al termine di un percorso iniziato mesi prima tra organizzazione, riunioni, sacrifici e decisioni spesso non semplici. A tracciare un bilancio della manifestazione è il sindaco di Brusciano, Giacomo Romano, che affida alle sue parole una riflessione sul significato della Festa e sul lavoro necessario per garantirne lo svolgimento. «Tutti gli eventi che davvero contano regalano emozioni, entusiasmo e felicità. Ma richiedono anche fatica, responsabilità, impegno e, inevitabilmente, possono portare con sé qualche ferita e qualche incomprensione», sottolinea Romano. Per il primo cittadino, la Festa dei Gigli rappresenta qualcosa che va ben oltre la dimensione dello spettacolo e della tradizione popolare. «Per me e per tutti noi, è molto più di una manifestazione: è storia, cultura, fede e appartenenza. È un patrimonio che abbiamo ricevuto in custodia e che abbiamo il dovere di consegnare, vivo e integro, alle generazioni che verranno». Il sindaco rivolge quindi un ringraziamento a tutte le realtà coinvolte nell’organizzazione e nella gestione della manifestazione. Una macchina complessa che ha visto lavorare insieme comitati, Ente Festa, Chiesa, Forze dell’Ordine, Amministrazione comunale, uffici e dipendenti comunali. «A tutti va il mio grazie», afferma Romano, evidenziando anche il tema del rispetto delle regole, particolarmente importante nella gestione di un evento di questa portata. «Le regole non sono nemiche della tradizione: sono ciò che permette alla tradizione di continuare a vivere. Farle rispettare significa assumersi la responsabilità di proteggere tutti e, soprattutto, la Festa stessa». Nel bilancio del sindaco non manca il riferimento alle difficoltà e alle incomprensioni emerse durante i giorni della manifestazione. Ma Romano invita a non lasciare che una singola nota negativa possa oscurare il valore complessivo di un’edizione che ha riportato nelle strade migliaia di persone. «Oggi non voglio lasciare che una nota stonata cancelli la sinfonia che abbiamo vissuto», scrive il primo cittadino, ricordando le strade affollate, l’entusiasmo della ballata, le emozioni dei partecipanti e il ritorno a Brusciano di tanti cittadini residenti lontano. Un’immagine particolare è quella delle diverse generazioni unite dalla Festa: «I bambini sulle spalle dei padri e gli occhi dei nonni pieni di memoria», ricorda Romano. Al centro della riflessione resta però la figura di Sant’Antonio, ’o Munacone, il santo al quale la Festa è dedicata e che, nella visione del sindaco, rappresenta l’elemento che trasforma una manifestazione in un’esperienza collettiva profondamente identitaria.

«Perché senza di Lui sarebbe soltanto una festa; con Lui diventa appartenenza, memoria e fede». Romano non nasconde nemmeno le imperfezioni del percorso: «Abbiamo fatto tutto bene? Certamente no». Ma, aggiunge, «ci abbiamo messo tutto quello che avevamo: tempo, energie, responsabilità, notti senza sonno e, soprattutto, amore». Ora, con le luci della Festa che si spengono, resta il momento dei bilanci e dei ringraziamenti. E proprio la gratitudine è la parola scelta dal sindaco per concludere la sua riflessione sulla 151ª edizione. «È stata gioia ed è stata fatica. È stato orgoglio e sofferenza. Come tutti i grandi amori. Ma è stata, ancora una volta, la nostra Festa».

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