Vannacci, Meloni, Russia e Ucraina: il Financial Times accende i riflettori sulle possibili conseguenze della crescita politica di Roberto Vannacci e sulle tensioni che potrebbero emergere all’interno della destra italiana. Secondo il quotidiano britannico, il generale ed eurodeputato rappresenta una figura sempre più rilevante per quella parte dell’elettorato che contesta il sostegno militare all’Ucraina e chiede un cambio di passo nei rapporti con Mosca. Le sue posizioni sulla guerra e sulle sanzioni contro la Russia lo collocano su una linea distante da quella adottata da Giorgia Meloni, che ha confermato il sostegno italiano a Kiev e la collocazione atlantista del Paese. E’ proprio questo il nodo politico evidenziato dal Financial Times: la crescita di Vannacci potrebbe trasformarsi in un elemento di pressione sulla maggioranza, soprattutto intercettando consensi tra gli elettori di destra contrari alla prosecuzione del conflitto. Il nuovo movimento legato al generale viene indicato come una realtà capace di conquistare uno spazio significativo nel panorama politico italiano. Un risultato che potrebbe modificare gli equilibri dell’area conservatrice e rendere più complesso il posizionamento di Meloni sulla politica estera. Il riferimento alla Russia alimenta inevitabilmente il dibattito. Vannacci respinge però l’immagine di una figura vicina agli interessi del Cremlino e presenta le proprie posizioni come il frutto di una visione autonoma della politica internazionale. La partita, dunque, non riguarda soltanto Vannacci: riguarda anche il futuro della destra italiana e la capacità di Meloni di mantenere compatta la propria coalizione.









