A San Giorgio a Cremano la mensa scolastica non partirà neanche il 26 ottobre, data sulla quale l’amministrazione comunale si era pubblicamente impegnata con cittadini e famiglie. Con una nuova nota ufficiale, l’avvio del servizio è stato rinviato al 28 ottobre, alimentando nuove proteste e polemiche su una vicenda che mette al centro la capacità di programmazione del Comune e i disagi per alunni e genitori.
La nuova data arriva dopo settimane di incertezza. Inizialmente, l’avvio della refezione era stato annunciato per il 19 ottobre, poi posticipato al 26. Una scadenza ribadita anche durante l’incontro svoltosi proprio il 19 ottobre tra una delegazione di mamme, alcuni consiglieri comunali e l’assessore competente (Iolanda Cacciuottolo). «Cascasse il mondo, la mensa inizierà il 26 ottobre», questa la garanzia che sarebbe stata fornita alle mamme dall’amministrazione comunale.

Proprio alla vigilia dell’annunciata partenza è arrivato un ulteriore stop. Tra le motivazioni indicate adesso figurano le criticità legate agli scioperi degli autotrasportatori, al costo del carburante e all’approvvigionamento dei prodotti freschi. Giustificazioni che non hanno placato il malcontento delle famiglie, anzi. Alcune di queste contestano la mancanza di comunicazioni tempestive e chiedono come sia stato possibile confermare una data senza avere la certezza dell’effettiva erogazione del servizio.
Il caso, tuttavia, non riguarda soltanto gli ultimi giorni. Tutto da approfondire è l’iter della gara per la refezione scolastica, avviata dal Comune solo il 15 luglio scorso e poi rettificata e prorogata, prima delle verifiche e dei chiarimenti funzionali all’aggiudicazione avvenuta solo pochi giorni fa. Si tratta di un appalto da oltre 2,4 milioni di euro, il cui affidamento è arrivato quando l’anno scolastico era iniziato da settimane.
La maggioranza di governo locale ha richiamato il problema dell’aumento dei costi di alimenti, trasporti e lavoro, oltre agli ultimi passaggi burocratici legati alla procedura. L’ex assessore Giuseppe Giordano ha punta il dito contro la mancata disponibilità tempestiva delle risorse. Resta da chiarire quanto abbiano inciso i tempi di gestione della gara e quanto hanno influito le difficoltà organizzative successive all’aggiudicazione. Intanto, le mamme chiedono risposte concrete anche su un’altra questione: la comunicazione relativa al kit mensa, che secondo le segnalazioni non sarebbe più fornito e dovrebbe essere sostituito da stoviglie portate autonomamente dalle famiglie.
La domanda resta aperta: perché un servizio essenziale e programmabile come la refezione scolastica arriva a slittare ancora, nonostante le rassicurazioni? A pagare il prezzo dei ritardi, per ora, sono bambini e famiglie, in attesa di una data che questa volta possa essere davvero rispettata.
Hilary Di Leva, una delle mamme che hanno incontrato l’amministrazione Carbone, sottolinea: “La mensa scolastica non è un favore, né un servizio accessorio ma essenziale per i bambini, per il loro benessere e per l’organizzazione delle famiglie. Perché le parole devono avere un peso e le promesse, soprattutto quando riguardano le famiglie, devono essere mantenute”.
Il Sindaco Michele Carbone, attraverso i canali social, ha sottolineato: “Desidero informare con la massima trasparenza le famiglie interessate al servizio di refezione scolastica che l’avvio del servizio, inizialmente previsto per lunedì, è rinviato a mercoledì 28 ottobre. Una decisione difficile ma purtroppo inevitabile dovuta a cause di forza maggiore che tutti conoscete: il Comune era pronto per l’avvio del servizio ma le criticità che si stanno verificando impediscono alla ditta incaricata di iniziare il servizio. In particolare: la difficoltà di reperire il carburante necessario per i mezzi che trasportano i pasti dal centro di cottura ai singoli plessi scolastici; la grave carenza di materie prime e prodotti freschi, a partire da frutta e verdura, che non consente di assicurare la regolare preparazione dei menù e il rispetto degli standard nutrizionali previsti. Sono profondamente rammaricato, consapevole dei disagi che questo rinvio comporta per le famiglie che devono organizzare ogni giorno tempi e impegni di lavoro intorno alle esigenze dei propri figli. Sto seguendo l’evolversi della situazione, in raccordo con gli uffici, affinché il servizio possa partire nella nuova data prevista e siano ridotti al minimo i disagi”.









