Nasce a Napoli un esperimento che unisce passione sportiva e partecipazione civica: l’Athletic Napoli, primo club italiano fondato sull’azionariato popolare. Con una quota simbolica di 100 euro, circa 170 soci hanno dato vita a una società che ribalta la logica del calcio moderno, restituendo ai tifosi il diritto di essere protagonisti. L’idea, promossa da Luigi Iaquinta, presidente e anima del progetto, raccoglie l’eredità morale delle glorie partenopee e la trasforma in un laboratorio di democrazia sportiva. Accanto a lui, figure storiche come Gianni Improta, Enzo Montefusco, Gigi Pavarese, Emanuele Calaiò e Francesco Montervino sostengono un’iniziativa che punta a coniugare radici e futuro. L’obiettivo è chiaro: costruire una squadra che rappresenti la città e i suoi quartieri, valorizzando giovani talenti e creando un modello sostenibile. L’Athletic Napoli partirà dal campionato di Promozione, ma guarda già oltre: la crescita del vivaio e la ricerca di sponsor locali sono le prime tappe di un percorso che vuole riportare il calcio alle sue origini popolari. In un’epoca dominata da capitali e multinazionali, l’Athletic Napoli propone una rivoluzione gentile: un club dove ogni socio è parte della storia, e ogni vittoria è condivisa. Un segnale forte da una città che non smette mai di reinventarsi.









