La protesta degli autotrasportatori raggiunge il porto commerciale di Napoli e mette sotto pressione la viabilità cittadina. Nella mattinata di lunedì 19 ottobre alcuni mezzi pesanti hanno bloccato il varco Bausan, provocando rallentamenti nell’area portuale e ripercussioni sulla circolazione stradale. La mobilitazione si inserisce nella contestazione contro il rincaro dei carburanti, una voce di spesa che pesa sempre di più sui bilanci delle imprese di trasporto. I camionisti chiedono attenzione per le difficoltà del settore, alle prese con costi operativi elevati e margini economici sempre più ridotti. Le criticità non riguardano soltanto l’ingresso del porto. La protesta ha avuto conseguenze anche sulla rete autostradale, con code e rallentamenti lungo la A1 Milano-Napoli e sulla A30 Caserta-Salerno. Tra i punti più delicati figura il collegamento tra le due autostrade, temporaneamente chiuso per chi proveniva da Napoli. Segnalati inoltre diversi chilometri di coda nei tratti tra Villa Literno-Pomigliano, la barriera di Napoli Nord, Caserta Nord e Maddaloni. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale e il personale di Autostrade per l’Italia per monitorare la situazione e gestire le conseguenze sulla circolazione. Agli automobilisti diretti verso Salerno e Roma sono stati indicati percorsi alternativi per limitare i disagi. Al varco Bausan la protesta si è svolta, secondo le informazioni disponibili, senza particolari tensioni. Alcuni manifestanti hanno illustrato agli automobilisti le ragioni dell’iniziativa. Resta alta l’attenzione sulle ripercussioni per il trasporto delle merci e sugli spostamenti di chi deve attraversare l’area metropolitana. L’evoluzione della mobilitazione sarà determinante per capire quando la circolazione potrà tornare alla normalità.









