“Non ti pago” nuova mission eduardiana per il regista Edoardo De Angelis.

Dopo il successo di “Natale in casa Cappiello”, De Angelis prosegue con la trilogia per Rai 1 di Eduardo de Filippo, curando la sceneggiatura a quattro mani con Massimo Gaudioso

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Il regista Edoardo De Angelis impegnato in una nuova mission eduardiana con “Non ti pago”. Dopo il successo di “Natale in casa Cappiello”, De Angelis prosegue con la trilogia per Rai 1 di Eduardo de Filippo, curando la sceneggiatura a quattro mani con Massimo Gaudioso e la regia di un film tratto dalla celebre piece teatrale. “Non ti pago”, scritta dal mito “Eduardo” nel 1940 è da lui rappresentata qualche mese dopo sul palcoscenico del Teatro Quirino di Roma in coppia con il fratello Peppino De Filippo.

Le riprese di “Non ti pago” cominciate a Chiaia

Le riprese del film sono cominciate lunedì 12 aprile e si svolgono nel quartiere Chiaia di Napoli, all’interno di un appartamento. Gli esterni sono girati in zona “Porto”. L’opera audiovisiva prodotta da Picomedia di Roberto Sessa in partnership con Rai Fiction, vanta il supporto della Film Commission Campania. Direttore della scenografia di “Non ti pago” è Carmine Guarino già scenografo di “Natale in Casa Cupiello”, ambientato in una casa ai Tribunali, nonché dei film di De Angelis “Indivisibili” e “Il vizio della speranza”, della serie Gomorra e de “Il Sindaco del rione Sanità” di Mario Martone.

Sergio Castellitto nel cast

Nel cast figurano: Sergio Castellitto che riveste nuovamente il ruolo appartenuto a Eduardo, Marina Confalone, Pina Turco, Adriano Pantaleo, Tony Laudadio, Antonio Milo ed Alessio Lapice. La storia si incentra sulla figura di tale Ferdinando Quagliuolo, giocatore purosangue ma poco fortunato che un giorno eredita dal padre un banco lotto.  Mario Bertolini (innamorato di sua figlia Stella), suo dipendente è invece un giocatore puntualmente “baciato dalla fortuna” e vince spesso al lotto. Un giorno Bertolini vince circa 4 milioni di lire giocando al lotto i numeri che aveva avuto in sogno dal defunto padre del suo titolare Ferdinando il quale, infuriato, si appropria indebitamente del biglietto vincente sostenendo che la somma spetta a lui, perché i numeri fortunati erano stati svelati in sogno da suo padre in casa sua e pertanto a lui stesso destinati.

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