Maradona, il mistero del Pallone d’Oro, documentario Rai ricostruisce rapina e retroscena

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Il pallone d’Oro di Diego Armando Maradona è al centro di un intricato caso giudiziario. Un trofeo dal valore sportivo e simbolico enorme, scomparso nel 1989 durante una rapina a Napoli e ricomparso, a distanza di oltre trent’anni, in una casa d’aste parigina. Una vicenda che continua a dividere testimonianze e versioni contrastanti.

La storia viene ripercorsa nel documentario «Il pallone di Maradona – Una rapina quasi perfetta», firmato da Nello Trocchia e Giuseppe Colella e trasmesso in seconda serata su Rai 2. Tutto comincia il 26 ottobre 1989. In quell’occasione, alcuni rapinatori fecero irruzione nella filiale della Banca della Provincia di Napoli, in via Duomo, riuscendo a raggiungere il caveau e a portare via decine di cassette di sicurezza. Il bottino, secondo le ricostruzioni, superava il miliardo di lire. Tra quelle sottratte c’erano anche due cassette intestate a Claudia Villafane, allora compagna di Maradona. Al loro interno, oltre a numerosi gioielli e orologi di lusso, era custodito il Pallone d’Oro legato all’impresa argentina ai Mondiali del 1986.

Maradona era particolarmente legato a quel riconoscimento. A raccontarlo è proprio Villafane, che nel documentario ricorda il dolore di Diego per la perdita del trofeo, conservato in casa soltanto per pochi giorni prima di essere depositato in banca. La vicenda assume nuovi contorni quando il premio riappare sul mercato nel 2024, attraverso la casa d’aste Aguttes. Gli eredi del campione argentino contestano la provenienza dell’oggetto e ne chiedono il sequestro. Resta da stabilire se si tratti effettivamente del trofeo originale o di una riproduzione. Nel documentario intervengono anche Diego Junior, l’ex dirigente della Squadra Mobile Francesco Cirillo, l’avvocato Giles Moreau e Michelangelo Mazza, uno dei protagonisti della rapina, oggi collaboratore di giustizia. Proprio Mazza sostiene che il Pallone d’Oro sarebbe stato fuso subito dopo il colpo. Una ricostruzione contestata da altre ipotesi, secondo le quali il premio non sarebbe mai stato distrutto e avrebbe attraversato diversi passaggi prima di arrivare nelle mani dell’antiquario franco-algerino Abdelhamid Benchaieb. Un mistero che intreccia criminalità, storia giudiziaria e memoria sportiva. Per Napoli, quel Pallone d’Oro non rappresenta soltanto un oggetto prezioso, ma un frammento di un’epoca irripetibile, quella dei trionfi di Maradona con la maglia azzurra.

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