Napoli, fondi Usa e Matt Rizzetta: si va alla scissione del Calcio ?

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La partita di Matt Rizzetta per entrare nel calcio napoletano può arrivare ad un bivio ? A leggere bene tra le righe (e interpretare) le dichiarazioni degli ultimi giorni, l’imprenditore italoamericano, pur continuando a considerare il Napoli di De Laurentiis il primo obiettivo, starebbe studiando un’alternativa. Non è una rinuncia al progetto, ma una strada parallela: nel dettaglio, per ora, non è dato sapere in cosa possa consistere questo progetto. Ma qualcuno pensa che Rizzetta, ed i fondi Usa dietro di lui, possano costruire un nuovo polo calcistico destinato – potenzialmente – a fare concorrenza proprio al Napoli targato ADL.

La storia, per quello che di pubblico è finora emerso, è cominciata mesi fa. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, attraverso Underdog Global Partners, Rizzetta ha intrapreso un’operazione per acquisire il club azzurro. I contatti sono arrivati al confronto tra gli studi legali delle parti, ma la due diligence non è mai effettivamente partita. De Laurentiis ha raccontato che c’era un’ipotesi da circa due miliardi di euro, con una parte del pagamento alla firma e il resto dilazionato in tre anni. Una formula che non ha convinto il presidente.

Il progetto di Rizzetta & Co., inoltre, ha preso forma anche su un altro fronte: l’acquisizione delle realtà maschili e femminili del Napoli Basket e la costruzione di una grande polisportiva cittadina, sul modello di realtà come Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco. Calcio, basket, pallavolo e altre discipline sotto un unico marchio: il calcio, nelle intenzioni dell’imprenditore, diventa però il tassello fondamentale.

Il 21 ottobre, durante una conferenza stampa, Rizzetta ha ribadito la stima per De Laurentiis, ma ha introdotto un elemento nuovo, se proseguire sulla strada tramite la SSC Napoli o su un’altra strada (sulla quale starebbe già ragionando). Aurelio De Laurentiis ha raffreddato le aspettative: «Il Napoli non è in vendita». Ha anche spiegato di non essere convinto delle garanzie finanziarie e della formula di pagamento prospettata, aggiungendo che, se un giorno dovesse cedere, preferirebbe un acquirente napoletano.

Il 30 ottobre, Rizzetta ha rilanciato: trattativa ancora in corso, ottimi rapporti con l’attuale proprietà e fiducia nella possibilità di chiudere. Ma poi ha fissato un orizzonte temporale: l’inizio del 2027 come limite oltre il quale non intende aspettare. Secondo le ricostruzioni di alcuni siti di settore, l’idea sarebbe tutt’altro che astratta: acquisire il titolo di un club, trasferire la società a Napoli, darle un nuovo marchio, sfruttando i diritti di proprietà intellettuale di uno storico club cittadino scomparso (esempio: l’Internaples). Sul tavolo ci sarebbero svariate centinaia di milioni di euro (per investire su infrastrutture, settore giovanile e impianti sportivi). La domanda dunque è d’obbligo: un investimento innovativo, con l’ambizione di risalire fino alla Serie A e creare un nuovo competitor calcistico cittadino ?

La vicenda può assumere così un significato diverso ed inatteso: non più soltanto una eventuale cessione del Napoli calcio, ma la prospettiva di una ‘scissione’ del football napoletano. Da una parte la SSC Napoli di De Laurentiis, dall’altra un nuovo progetto che punterebbe, a quel punto, ad appropriarsi di una parte dell’identità sportiva della città. Per Rizzetta, ovviamente, l’attuale club azzurro resta il piano principale. Ma il suo messaggio parallelo è ora da interpretare: se non sarà possibile entrare dalla porta principale, potrebbe utilizzare una finestra ? Ed a quel punto, in prospettiva, si aprirebbe la madre delle domande impossibili: mai chiedere ai napoletani quante squadre di calcio si possono avere.

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