Metal detector a scuola, controlli al liceo Amaldi dopo le minacce sui social

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Zaini controllati e metal detector agli ingressi del liceo Amaldi di Tor Bella Monaca. La mattina del primo ottobre la scuola romana si è trovata al centro di un dispositivo straordinario di sicurezza predisposto dalle forze dell’ordine dopo una segnalazione arrivata dalla dirigenza scolastica. All’origine dell’intervento alcuni messaggi comparsi sui social e considerati potenzialmente preoccupanti. Gli studenti che li avevano intercettati hanno informato i docenti, facendo arrivare la segnalazione alla dirigente e, successivamente, alla Questura. La polizia ha quindi organizzato controlli presso entrambe le sedi dell’istituto di via Domenico Parasacchi. Gli studenti, insieme al personale scolastico, sono stati sottoposti alle verifiche prima dell’ingresso, con l’impiego di metal detector portatili e controlli agli zaini. L’operazione si è svolta senza incidenti e, secondo quanto comunicato dalla Questura, non sono emerse criticità né sono state trovate armi o oggetti pericolosi. Le attività didattiche sono proseguite regolarmente. La decisione è arrivata in un momento particolarmente delicato per la sicurezza nelle scuole della Capitale. Pochi giorni prima, il 18 settembre, una docente della scuola media Giovanni Verga di Centocelle era stata ferita a coltellate da un alunno di 13 anni. L’episodio aveva contribuito a riportare al centro dell’attenzione il tema della prevenzione e dei controlli negli istituti scolastici romani. Per la Questura, il dispositivo adottato all’Amaldi rientra nelle misure di prevenzione previste dalla direttiva congiunta del gennaio 2026 dei ministeri dell’Interno e dell’Istruzione, finalizzata a rafforzare le azioni di contrasto ai fenomeni di illegalità negli istituti.

La dirigente scolastica Valeria Sentili ha sottolineato che l’intervento non deve essere interpretato come una misura punitiva, ma come un’azione finalizzata alla tutela della comunità scolastica e alla promozione della cultura della legalità.

Tra gli studenti le reazioni sono state diverse: sorpresa per una modalità di controllo insolita in un ambiente scolastico, ma anche la consapevolezza della necessità di affrontare il tema della sicurezza dopo gli episodi delle ultime settimane. Il caso dell’Amaldi riporta così al centro il confronto su come conciliare prevenzione, sicurezza e quotidianità della vita scolastica.

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