A Scampia il cambiamento passa anche dalle nuove abitazioni destinate alle famiglie che hanno dovuto lasciare le Vele. I primi appartamenti realizzati nell’ambito del programma ReStart Scampia saranno consegnati tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. È quanto emerso durante la presentazione dei nuovi edifici alla presenza del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Il primo blocco comprende tre palazzine, identificate come A1, A2 e A3, per complessivi 97 alloggi, realizzati nell’area situata di fronte alla Vela Celeste, l’unica struttura delle Vele destinata a rimanere in piedi e a essere oggetto di un successivo intervento di riqualificazione.
Il progetto, tuttavia, guarda a un intervento molto più ampio. Il programma comunale prevede infatti la realizzazione di oltre 500 appartamenti, insieme a scuole, servizi sociali e nuove aree verdi. Una trasformazione urbanistica che punta a modificare non soltanto l’edilizia residenziale, ma anche la qualità e la funzione degli spazi pubblici del quartiere.
Per le famiglie che attendono una sistemazione definitiva, l’avanzamento dei cantieri rappresenta soprattutto il passaggio dalle promesse alla concreta disponibilità di abitazioni. Omero Benfenati, rappresentante del Comitato Vele, ha definito la giornata un momento importante per una comunità che da anni chiede il ritorno a Scampia in condizioni abitative dignitose.
Parallelamente alla costruzione delle nuove case prosegue il ridisegno dell’intero insediamento. Tra gli interventi previsti rientra anche la trasformazione della Vela Azzurra, destinata ad assumere nuove funzioni pubbliche e a conservare una parte della memoria del quartiere.
Secondo Manfredi, il percorso di ReStart rappresenta una delle trasformazioni più significative della città: l’obiettivo dichiarato è superare definitivamente l’immagine di Scampia legata alle Vele e costruire un quartiere caratterizzato da abitazioni, servizi e nuovi spazi per la comunità.
La consegna dei primi appartamenti costituirà quindi una delle prossime tappe di un progetto destinato a proseguire nei prossimi anni, con l’obiettivo di accompagnare la ricostruzione abitativa a una più ampia rigenerazione urbana e sociale.









