Tribunale Napoli, Casella nuova presidente. Gratteri: «Ci sono 1.300 richieste di arresto ferme»

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Un appello a cambiare metodo di lavoro, a partire dall’organizzazione delle udienze pomeridiane e dalla gestione degli organici. È quello rivolto dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri alla nuova presidente del Tribunale di Napoli, Gabriella Casella, nel corso del suo insediamento. Gratteri ha ricordato l’esperienza di Casella alla guida del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, invitandola a proseguire sulla stessa strada anche a Napoli. «Cara presidente Casella, le auguro di continuare a fare quello che ha fatto anche alla guida del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere: quello di lavorare anche di pomeriggio. Una cosa ovvia», ha detto il procuratore. Un riferimento diretto a un protocollo già sottoscritto in passato per consentire lo svolgimento delle udienze anche nelle ore pomeridiane, ma rimasto sostanzialmente inattuato. «Tempo fa abbiamo firmato un inutile protocollo per fare le udienze anche di pomeriggio, che non è stato mai applicato. Per colpa di tutti, non so, purché si faccia», ha sottolineato Gratteri. Il problema, però, non riguarda soltanto l’organizzazione delle udienze. A pesare sul funzionamento del Tribunale sono anche le carenze di organico e l’arretrato. Il dato fornito dal procuratore è particolarmente significativo: sono circa 1.300 le richieste di misure cautelari attualmente ferme davanti all’ufficio gip. «In alcuni casi anche richieste di due anni fa», ha aggiunto Gratteri, evidenziando la gravità di una situazione che rischia di rallentare ulteriormente l’attività della giustizia penale napoletana. Il procuratore ha riconosciuto l’impegno dei giudici, sottolineando però come l’organico sia insufficiente. «Sappiamo che i gip lavorano tantissimo, mancano dieci giudici», ha spiegato, rivolgendosi anche al Consiglio superiore della magistratura e al ministero della Giustizia: «Spero che Csm e ministero siano in grado di colmare gli organici». In attesa delle nuove nomine, tuttavia, secondo Gratteri è necessario intervenire anche sull’organizzazione interna del Tribunale. Da qui la proposta rivolta direttamente alla nuova presidente: «In attesa di Csm e Ministero, in attesa che vengano colmati gli organici, bisogna ridurre i collegi e spostare i giudici al gip». Una redistribuzione delle risorse umane che, nelle intenzioni del procuratore, dovrebbe consentire di smaltire più rapidamente le richieste pendenti e rendere più efficiente l’intero sistema. «Per fare quello che avviene ovunque: processi e udienze anche di pomeriggio», ha concluso Gratteri. L’insediamento di Gabriella Casella si apre dunque con una sfida precisa: fare i conti con arretrati, carenze di organico e tempi della giustizia, provando a intervenire anche attraverso una diversa organizzazione del lavoro.

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