A San Giorgio a Cremano primo confronto tra gli enti sulla storica dimora di Montecalvo. L’obiettivo è approfondire le criticità strutturali e individuare una soluzione per superare la gabbia di impalcature che da anni deturpa l’immobile.
Villa Pignatelli di Montecalvo, a San Giorgio a Cremano: un incontro interlocutorio, utile a tracciare il percorso dei prossimi accertamenti, ma non ancora risolutivo. Il sopralluogo svolto oggi, alla presenza degli Enti (Comune e Soprintendenza) e convocato dai carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale, rappresenta un passaggio nella complessa vicenda della storica dimora del Miglio d’Oro, da anni segnata dal degrado e da una situazione di precarietà che continua a destare preoccupazione. L’attenzione si è concentrata sulla necessità di approfondire le condizioni dell’edificio, soprattutto nelle aree maggiormente ammalorate. Le verifiche dovranno consentire di acquisire ulteriori elementi sullo stato della struttura e di individuare le iniziative necessarie per affrontare le criticità ancora presenti. Un percorso che richiederà altri accertamenti e il coinvolgimento degli enti competenti, ciascuno per le proprie responsabilità.
Accanto agli aspetti tecnici, resta centrale il tema della sicurezza. L’obiettivo è lavorare per superare la cosiddetta gabbia di impalcature e strutture provvisionali che da tempo avvolge la villa, individuando le condizioni per rimuovere ciò che non risulta più necessario senza compromettere la stabilità dell’edificio. Un passaggio delicato, che dovrà tenere insieme la tutela delle persone e il recupero dell’immagine di un immobile di particolare pregio storico e culturale. La presenza delle strutture di messa in sicurezza, se da un lato risponde a esigenze legate alla protezione dell’edificio e della pubblica incolumità, dall’altro contribuisce a rendere evidente una condizione di abbandono che si trascina da anni. La priorità è dunque individuare soluzioni che consentano di mettere al riparo residenti, abitazioni e cittadini che transitano nella zona, evitando che le criticità della villa continuino a rappresentare un potenziale fattore di rischio per il contesto circostante.
Il sopralluogo si inserisce in una fase di attenzione sul destino di Villa Pignatelli, tornata al centro del dibattito pubblico anche per le questioni legate agli interventi di messa in sicurezza eseguiti in passato dal Comune e al recupero delle somme anticipate dall’ente. Resta, infatti, la necessità di fare chiarezza sullo stato dell’immobile e sulle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti, ma anche di trasformare le verifiche in un percorso concreto. La tutela della villa non può fermarsi alla constatazione delle criticità: occorre definire gli interventi necessari, garantire la sicurezza dell’area e costruire le condizioni per restituire dignità a uno dei beni storici più significativi del territorio. Quello di oggi è, dunque, un primo passaggio interlocutorio. I prossimi accertamenti saranno decisivi per comprendere quali interventi siano praticabili e quali tempi possano essere prospettati per le emergenze aperte. Sullo sfondo rimane una questione che riguarda non soltanto la conservazione di un edificio storico, ma anche il rapporto tra la città e una parte importante della propria identità. Da settimane il comitato civico “Save Villa Pignatelli”, con gli architetti Eduardo Russo e Aldo Vella in prima linea, si sta mobilitando nell’ambito di una campagna del FAI – I luoghi del cuore.
L’architetto Giorgio Esposito, conoscitore del complesso architettonico e del territorio vesuviano, commenta: “L’idea di base è di attivare da subito un’interlocuzione con la Soprintendenza competente, al fine di programmare gli interventi più urgenti. Così facendo il Condominio potrebbe lanciare un messaggio costruttivo, abbandonando la posizione di inerzia. Con l’aiuto e l’assistenza di professionisti si possono avviare le procedure per eseguire, a piccoli passi, quegli interventi di consolidamento necessari e urgenti: tutto al fine di mitigare il degrado strutturale e restituire la facciata della Villa alla Città”.









