Per il secondo anno consecutivo, il teatro entra nella Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale “Giuseppe Salvia” grazie al laboratorio creativo promosso dall’Associazione ODV “Chiamami per Nome” in collaborazione con la Cooperativa Sociale Itaca. Un progetto che unisce arte, inclusione e crescita personale, confermando il valore del teatro come strumento di dialogo e trasformazione sociale. Sotto la guida del dottor Aldo Rivieccio e la regia di Rosalba Pernice, i giovani partecipanti dell’associazione portano in scena una versione completamente originale e inedita di Scugnizzi, riscritta e reinterpretata attraverso il loro sguardo e la loro esperienza. Lo spettacolo, come evidenziato anche nella locandina dell’evento, si sviluppa attraverso un percorso ricco di simbolismi, performance corali e momenti di autentica gioia, coinvolgendo il pubblico in una narrazione intensa e profondamente umana. L’iniziativa nasce dalla preziosa collaborazione tra l’associazione, la direzione dell’istituto penitenziario, gli operatori della struttura e le famiglie dei ragazzi coinvolti. Una sinergia che ha reso possibile un’esperienza significativa, capace di creare occasioni di incontro e condivisione all’interno di un contesto complesso come quello carcerario. «Siamo convinti che il teatro rappresenti uno spazio di libertà e un linguaggio universale capace di superare muri e pregiudizi», spiegano i promotori del progetto. «Attraverso la scena si costruiscono relazioni autentiche, si valorizzano le persone e si favorisce una partecipazione attiva fondata sul rispetto e sull’ascolto reciproco». L’esperienza di Poggioreale si conferma così un esempio concreto di come la cultura e l’arte possano diventare strumenti di inclusione, crescita personale e cambiamento sociale, offrendo nuove opportunità di espressione e contribuendo a rafforzare il senso di comunità.









